Mi occupo di MARKETING STRATEGICO, brand MANAGEMENT, Web Marketing,
SEO, Web Design, REVENUE MANAGEMENT per hotel. Offro consulenze e
servizi; realizzo siti vetrina, siti per hotel ed e-commerce per PMI, applicazioni su misura
(ERP, CRM, SIM) per la Gestione Aziendale.
MARKETING PER PMI
Offro un approccio pratico cha va dalla consulenza alla
realizzazione del Piano di Marketing, il mio obiettivo è quello di aiutare le aziende ad intraprendere la
strada migliore, quella che massimizza i profitti ovvero che minimizza i costi. Per questo prima di parlare
di PUBBLICITÀ parleremo di OPPORTUNITÀ, FATTIBILITÀ ECONOMICA E SCALABILITÀ. Volete realizzare un'idea?
Cercheremo insieme di trasformarla in numeri. Avete già trasformato la vostra idea in un business
consolidato che volete espandere? Partiremo dai numeri attuali per capire quali sono le migliori azioni di
marketing operativo. Questo è il percorso da fare anche quando si vuole "semplicemente" creare il sito
vetrina per la propria azienda. Un sito internet prima di essere un lavoro di Web Design è un progetto di
marketing operativo con determinati obiettivi e costi.
REVENUE MANAGEMENT PER HOTEL
16 anni di esperienza, prima come receptionist poi come
direttore d'hotel, mi hanno portato a sviluppare un metodo semplice e rigoroso di gestione dei COSTI, dei
canali di vendita, dei PREZZI DINAMICI e degli obiettivi di crescita, a breve e lungo termine. Propongo un
metodo di GESTIONE DEI PREZZI che si basa su serie STORICHE, ADR, BENCHMARKING, sull'analisi della
SENSIBILITÀ della domanda in relazione alla STAGIONALITÀ e alla BOOKING WINDOW.
"Nulla è più pratico di una buona teoria" Prima di vedere la mia offerta di servizi, dai uno sguardo a questa pagina per capire il mio Metodo.
MARKETING PER PMI: SIM (Sistema Informativo di
Marketing)
Gestire il Marketing di un'azienda non significa occuparsi solo della promozione di
prodotti o servizi, ma bisogna affrontare differenti aspetti che vanno dallo studio della capacità dei
propri prodotti di soddisfare uno specifico mercato all'analisi psicologica e semiotica del target,
passando per la fattibilità economica. Per orientarsi in un processo così complesso bisogna adottare un
metodo scientifico che permetta di indirizzare le azioni MARKETING e MISURARNE il ritorno sugli
investimenti (ROI).
Grazie al SIM (Sistema Informativo di Marketing) è possibile registrare e analizzare
sia
variabili QUANTITATIVE, sia variabili QUALITATIVE: remuneratività dei singoli prodotti/servizi;
remuneratività dei canali; dati sulla concorrenza (Benchmarking); KPI della presenza e delle vendite
online; informazioni sulla Brand Reputation; informazioni qualitative e quantitative sui singoli canali
e
sui singoli clienti. Il SIM serve a:
Registrare i dati
Analizzare i dati
Creare degli Indicatori
Il SIM può essere realizzato con uno o più FOGLI ELETTRONICI (o con un software personalizzato) creati
ad-hoc per l'azienda, ogni azienda e ogni business sono differenti.
APPLICAZIONI DEL SISTEMA INFORMATIVO DI MARKETING
E-commerce, quali prodotti inserire?
Ho un negozio fisico e voglio creare un e-commerce, quali
prodotti
che vendo nel negozio devo offrire online? Di solito la risposta è “tutti”! Ma questo per ragioni di
budget non è sempre fattibile e la scelta diventa un grosso problema. Come si risolve? (questo è solo
uno dei possibili metodi) Andate nel vostro gestionale, prendete il fatturato di ogni prodotto
degli
ultimi 3 anni, riportatelo su una colonna di Excel, ordinate i dati mettendo in cima il prodotto col
fatturato maggiore, ora andate su Google AdWords Planner (dovete avere un account AdWords per farlo) e
mettete il nome di ogni prodotto nello strumento di pianificazione delle parole chiave (una parola
chiave è una frase o una singola parola utilizzata dagli utenti di Google per ricercare quel
prodotto),
fatelo per più prodotti possibili (cercate di farlo per tutti), per ogni prodotto vi verranno
restituiti
i dati sul volume di ricerche mensili per ogni parola chiave relativa a quel prodotto, sommatele e
mettete il risultato nella riga del prodotto a fianco della colonna fatturato, fatelo per ogni
prodotto.
Ora create una nuova colonna con una formula che moltiplica il fatturato con le ricerche mensili.
Infine
ordinate i prodotti delle moltiplicazioni e avrete una classifica di prodotti da inserire
nell’e-commerce. Se il budget è per 100 prodotti, scegliete i primi 100. Cosa avete fatto? Avete
creato
un SISTEMA INFORMATIVO DI MARKETING (SIM) che contiene un INDICATORE, questo indicatore mette in
relazione il vostro core business offline col vostro potenziale business online. In realtà è doveroso
aggiungere altre variabili come difficoltà della parola chiave, scartando la maggior parte delle più
difficili... e, lato mercato, variabili di crescita e scalabilità come ad esempio la frequenza di
acquisto dello stesso prodotto... Ma l'esempio è importante per soffermarsi su 3 aspetti: 1)
Registrazione dei dati 2) Analisi dei dati 3) Creazione di indicatori. Ogni azione di marketing deve
partire da questi assunti.
Sviluppo
Valore del Brand e SIM
Di pari passo al marketing strategico va considerato lo sviluppo
del valore del brand (Brand Equity), la piramide che vedete nell'infografica rappresenta lo sviluppo
del
valore del brand secondo il modello cognitivista: la marca entra attraverso consecutivi step nella
considerazione del consumatore. Alla base della piramide c'è la conoscenza del brand (avrete sentito
parlare di Brand Awarness…): l'identità indica cosa è un brand e quale immagine vuol dare di sé ai
consumatori, la prominenza è quanto la marca e la sua identità siano conosciute all'interno del
mercato
di riferimento. Senza entrare troppo nei parametri che misurano la Brand Awarness (Riconoscimento,
Ricordo, Consideration Set...) facciamo un esempio: avete mai accettato l’invito a casa da parte di
una
persona appena conosciuta? Sicuramente la risposta è no, oppure pochissime volte. Avrete prima
incontrato quella persona (e questa è tutt'altro che una banale considerazione...), poi avrete cercato
informazioni su di lei chiedendo ad altre persone; avrete provato a "Googlelarla", avrete spulciato
fra
i suoi profili social. Poi l'avrete incontrata nuovamente con un bagaglio di informazioni maggiori e,
dopo un po’ di tempo, se la persona vi piaceva, siete diventati amici. Solo dopo l'esserlo diventati,
avrete instaurato un altro tipo di rapporto, più profondo, che vi ha portato ad avere un'IMMAGINE ben
chiara del vostro amico... È stato un percorso lungo, durante il quale è cambiato più volte il modo di
comunicare: se il vostro amico fosse stato spaccone, maleducato, invadente al primo incontro,
l'avreste
rivisto? NO! Ma se lo fosse stato al terzo, al quarto incontro, l'avreste “giudicato” con ironia
perché
avete iniziato ad ASSOCIARE l'immagine dell'altra persona ad un VALORE come l'amicizia. Analogamente
bisogna considerare il brand come una persona alla ricerca di relazioni, una persona che vi invita
nella
sua casa con l’obiettivo di farsi ricambiare l’invito. Come si può capire su quale gradino della
piramide si trova il mio brand? Utilizzo i dati del SIM, dove registro IMPRESSION, CONTATTI,
GIUDIZI...
(se ho molti giudizi significa che ho superato il primo step) e li segmento. Come utilizzo queste
informazioni? Facciamo un esempio: ho un'azienda internazionale (ma questo vale anche per un'azienda
locale che vuole espandersi a livello nazionale), i clienti italiani e inglesi mi conoscono bene (ho
molte visite sul sito e interazioni sui social) mentre negli Stati Uniti ho un buon numero di follower
ma sono poco presente nella SERP di Google.Us. Distribuirò nella stessa maniera il budget
pubblicitario?
Il TONO dei miei messaggi sarà lo stesso per tutte le nazioni? NO. Probabilmente dovrò lavorare sul
sito, sulla SEO e fare delle campagne AdWords mirate per gli USA, mentre per l’Italia ed il Regno
Unito
sfrutterò di più i social e tutti i network relazionali a mia disposizione. La comunicazione verso gli
USA sarà semplice e mirerà a far entrare i miei prodotti nella considerazione dei consumatori con
messaggi inerenti alla qualità e alle prestazioni del prodotto, mentre in Italia e nel Regno Unito
posso
anche provare ad organizzare eventi che coinvolgono i miei clienti.
SIM e Indicatori
Standard
Il Sistema Informativo di Marketing viene definito come quel
“Sistema complesso di risorse dove prendere le indicazioni migliori per ridurre i tempi, i costi e i
rischi legati ai processi decisionali”, molto più praticamente possiamo definirlo come quel “posto”
dove
costruiamo i nostri indicatori. Se avete un buon Gestionale e magari anche un buon software CRM,
potrete
facilmente avere informazioni sulle vendite e su ogni vostro cliente, e non avrete problemi a
recuperare
i dati essendo già registrati, ma per analizzarli, e per avere importanti indicatori come ad esempio
il
ROAS (Ritorno sull’investimento Pubblicitario) di una campagna oppure il COSTO DI ACQUISIZIONE di un
singolo cliente (CAC), dovrete registrare tutte le spese di vendita e di marketing e dividerle per il
numero clienti acquisiti nello stesso periodo di tempo, cosa che probabilmente non potrete fare
smanettando sul vostro gestionale. Dovrete esportare i dati su un foglio Excel o su un altro software
prima di elaborarli. Dovrete creare un SIM.
Gestione
dei prezzi: Pricing Dinamico
Lasciare i prezzi invariati indipendentemente dalla DOMANDA di
mercato non è economico in nessun settore, e in determinati mercati diventa una strategia suicida.
Alcuni settori impongono la necessità di adottare dei prezzi dinamici, variati frequentemente, anche
più
volte a settimana o addirittura più volte al giorno come nel caso degli hotel situati in grandi
attrazioni turistiche. La frequenza con cui devono essere aggiornati i prezzi sta in relazione alla
DEPERIBILITÀ o LIMITATEZZA DEL PRODOTTO/SERVIZIO, nonché alla FREQUENZA DI ACQUISTO, si vedano per
esempio i settori alimentare, turistico, quello degli eventi, alcune categorie di prodotti venduti
online. Avere un SIM, dove prezzi e variazione di domanda vengono messi in relazione, aiuta moltissimo
a
gestirli rapidamente e in maniera efficace. Naturalmente bisogna conoscere bene il proprio mercato e
la
SENSIBILITÀ AL PREZZO DI OGNI SEGMENTO, anche per questo è utile avere un sistema dove vengono
registrate le serie storiche delle vendite in relazione a prezzi, canali, stagioni e altre variabili
sensibili per il proprio business.
WEB MARKETING: Strategie Integrate
Il MARKETING DIGITALE rappresenta un aspetto importante della promozione aziendale, ma deve essere
adottato solo dopo aver analizzato obiettivi, prodotto, prezzo e distribuzione. La presenza online
richiede strategie integrate che considerano sia il mercato reale sia quello semantico fatto di simboli e
parole misurabili. Approfondisci con i nostri articoli su SEO e Social Media.
WEB Marketing
Digital Marketing:
PREMESSA
Il MARKETING DIGITALE non rappresenta l'unico modo di promuovere
la propria azienda, per esempio nel business dei Fondi Pensione le pubbliche relazioni sono più
efficaci
di qualsiasi pubblicità online. Allo stesso modo a non tutte le attività serve un sito internet,
vedasi
la maggior parte dei bar, e non in tutti mercati funzionano i Social. Bisogna arrivare al Marketing
Operativo, di cui la promozione è solo un aspetto, solo dopo aver analizzato bene i propri obiettivi.
PRODOTTO, PREZZO E DISTRIBUZIONE sono le uniche cose che rappresentano un VALORE per i consumatori,
per
questo vengono prima della PROMOZIONE. Il marketing serve per DIFFERENZIARSI all'interno di un mercato
saturo di offerte troppo simili, il che non significa "mostrarsi" in maniera differente, ma "essere"
veramente differenti! Per questo un BRAND che cerca Online di creare un'IMMAGINE differente dalla
propria IDENTITÀ, non andrà molto lontano. Sapevate che la maggior parte degli e-commerce fallisce
entro
2 anni dal lancio? Questo avviene per una principale ragione: molti imprenditori credono che la
vendita
online sia più facile e con costi di gestione minori di un business fisico, addirittura alcuni
imprenditori credono che la presenza online li salverà da una gestione fallimentare... ma se si
sbaglia
PRODOTTO, PREZZO E CANALI DI VENDITA, vale la pena sprecare anche soldi in pubblicità? Le strategie di
marketing operativo, come la promozione online, devono essere solo conseguenza di un PIANO DI
MARKETING
che le individua come più proficue di altre.
Marketing VS
Web-Marketing
Uno dei principali obiettivi di marketing è quello
dell’espansione della propria QUOTA DI MERCATO e uno dei principali processi di ANALISI DEL MERCATO è
la
SEGMENTAZIONE. Nel web marketing è lo stesso, ma SEGMETARE IL MERCATO, TARGETTIZZARE E DEFINERE LE
PROPRIE BUYER PERSONAS significa qui affrontare innanzitutto un altro tipo di MERCATO, quello
SEMANTICO,
fatto di SIMBOLI E PAROLE che, a differenza del mondo reale, sono MISURABILI. Per espandere la propria
“reale” quota di mercato, misurabile in termini di vendite e fatturato, bisogna prima avere un volto e
una voce all’interno di TOPIC ed essere presenti nella prima pagina della SERP dei motori di ricerca
quando viene digitata una determinata parola chiave. I Social e i motori di Ricerca come Google non
sono
solo CANALI ma dei veri e propri mercati: più aumentano il numero di POST, STORIES, VIDEO, PERSONAGGI
che possono essere associati a un determinato servizio o prodotto, e più aumentano le ricerche su
GOOGLE
con parole chiave inerenti allo stesso servizio o prodotto, più il mercato di quel prodotto o servizio
ha potenzialità di espansione. Allo stesso tempo diventa più difficile e più costoso entrarci ed
espandere la propria quota di mercato, sia in termini di fatturato sia in termini di visibilità
on-line
(quota di mercato nel MERCATO SEMANTICO).
SEO: Search Engine Optimization
La SEO (Search Engine Optimization) è un insieme di pratiche che servono a far salire il posizionamento
di un sito all’interno della pagina dei risultati di ricerca (SERP) nei motori di ricerca come Google, la
SEO Off-Page riguarda la costruzione di una serie di link ospitatati su siti esterni e
sui social che rimandano al nostro sito, la SEO On-Page riguarda invece l’ottimizzazione
dei TESTI e del CODICE del sito. La SEO si basa sul fatto che Google voglia sempre dare il risultato
migliore ai propri utenti che ricercano qualcosa motivati da una necessità che traducono all’interno del
motore di ricerca in una parola chiave (una parola o una frase che descrive un prodotto, un servizio, un
argomento, una persona ecc. Per esempio “CONSULENTE SEO A ROMA” è una parola
chiave, così come lo è semplicemente “SEO”). Il lavoro SEO è quindi quello di lavorare sui Testi e sul
CODICE del nostro sito, e sui testi dei siti che ospitano i link al nostro sito, affinché quest'ultimo sia
riconosciuto da GOOGLE come RILEVANTE per alcune parole chiave, quelle che corrispondono meglio ai nostri
prodotti/servizi e sulle quali siamo in grado di competere. Potete fare anche un bellissimo sito internet,
ma senza SEO sarebbe come farsi belli senza uscire di casa, nessuno vi vedrebbe. Potreste obiettare: “sì
ma ci sono i Social! e lo pubblicizzo sui Social…” ma non è proprio così che funziona perché, anche se
avete già moltissimi follower, dovete considerare che un sito viene creato principalmente per RISPONDERE
ALLE RICERCHE FATTE DA CHI NON CI CONOSCE e CHE, ed è questa la vera differenza con i social,
“ATTIVAMENTE” RICERCA IL NOSTRO SERVIZIO O PRODOTTO DIGITANDO UNA PAROLA CHIAVE. È vero che la
"Generazione Z" fa le ricerche direttamente sui social, e questo è importante considerarlo se fa parte di
uno dei nostri segmenti target, ma quasi sempre la condizione psicologica tra chi naviga sui social
(spesso scroll passivo) e chi naviga su GOOGLE è differente, con un livello di attivazione psicofisica (in
Psicologia Stato di Arousal) molto più elevato nel secondo. Anche per questo motivo le sponsorizzazioni
sui motori di ricerca (pubblicità su Google) hanno un valore sensibilmente maggiore (e un costo maggiore
per singolo clic) rispetto alle sponsorizzazioni social. Fortunatamente però non esistono solo le
sponsorizzazioni, ma appunto si può essere visibili grazie alla SEO, che è gratuita, salvo naturalmente il
compenso per chi se ne occupa.
SEA: Search Engine Ads - Sponsorizzazioni
La SEA (Search Engine Advertising) è la pubblicità a pagamento fatta sui motori di ricerca come Google:
si paga affinché i propri prodotti o servizi vengano visualizzati nella pagina dei risultati di ricerca e,
a seconda della campagna scelta, anche nella sezione shopping di Google (per gli e-commerce), su YouTube,
nelle email, su Google Discovery, Google Maps e su altri siti che ospitano la pubblicità di Google.
Qualcuno la definisce SEM (Search Engine Marketing) mentre per altri la SEM comprende
SEO e SEA, ma molto più importanti delle definizioni sono i concetti
(per questo l'infografica include nella SEA anche le Sponsorizzazioni Social). Penso sia fondamentale
distinguere due possibili tipi di pubblicità On-Line:
Pubblicità Gratuita fatta mediante SEO per il sito
e contenuti sui Social, che si basa
su TESTI (testi scritti, immagini, video) e VIRALITÀ.
Pubblicità a Pagamento per mezzo di sponsorizzazioni sui motori di ricerca come Google
(SEA); sponsorizzazioni sui Social; promozioni sui marketplace come Amazon.
SEA, è importante sapere che:
Senza investimenti nella pubblicità a pagamento online, la crescita di un brand all’interno del web è
difficile e lenta.
Gli e-commerce senza investimenti nella pubblicità a pagamento online hanno molte difficoltà perché
solo con la SEO, e per gli e-commerce ne esiste una specifica, non riescono a reggere la competizione.
La pubblicità a pagamento online è molto costosa: per esempio un clic su una sponsorizzazione di
Google può costare mediamente dai 0,60 ai 4 euro.
Per questi motivi, prima di creare un ecommerce è bene fare un Piano di Marketing e un Business Plan
per e-commerce. Chi decide di fare un eCommerce deve annotare nel budget iniziale anche le prime
sponsorizzazioni.
SOCIAL: Reti Sociali, Semiotica, Storytelling,
Psicologia e Influenza Selettiva
La probabilità di trasformare un potenziale cliente in un cliente reale durante il suo primo incontro con
il nostro prodotto è molto bassa. La “regola del sette” afferma che sono necessarie sette interazioni con
un Brand prima che venga intrapresa un’azione. I Social Media danno un grande aiuto in tal senso, poiché
possono presidiare tutto il percorso d’acquisto “Lead to Close” dove dal primo contatto col potenziale
cliente (Lead) si arriva alla vendita. Grazie ai social si può aiutare il ricordo della Marca
moltiplicando l’esposizione dei potenziali acquirenti ai suoi elementi (Colori, Logo, Slogan, Persone…); i
Social Network sono molto utili anche per far conoscere i VALORI del
BRAND; sono fondamentali per avere dei preziosi feedback utili a migliorare prodotti e
comunicazione aziendale; a volte sono indispensabili per gestire le RELAZIONI con i propri clienti. Per
utilizzarli al meglio è importante capire cosa c’è dietro e perché funzionano:
Reti Sociali e Social Media:
il nostro vivere quotidiano è
scandito
dall’appartenenza a differenti gruppi (famiglia, amici, lavoro, gruppi di coetanei, gruppi determinati
dai luoghi dove abitiamo e gruppi di persone che condividono le nostre passioni). Nei Social questi
gruppi vengono proiettati online e le aziende possono, anche senza farne parte e senza conoscerli
direttamente, indagarne gli ATTEGGIAMENTI (valori, comportamenti, pensieri) e adeguare
a questi la propria offerta commerciale (Prodotto, Prezzo, Canale di Vendita, Messaggio, Tono della
Comunicazione ecc.). I Social Media permettono inoltre di capire quali sono i ruoli all'interno di
questi gruppi, dove è importante individuare i LEADER D'OPINIONE, persone capaci di
influenzare le scelte delle altre persone del gruppo. Su queste persone sono concentrati i maggiori
sforzi comunicativi e persuasivi.
Semiotica e Social Media:
la forza di un gruppo sta nella
capacità di
differenziarsi da altri gruppi e l’appartenenza ad un gruppo si rafforza con l’utilizzo di determinati
SIMBOLI DISTINTIVI, visuali e verbali (Semiologici): per esempio per alcuni gruppi la
ricchezza rappresenta un valore, che viene declinato in SIMBOLI come abiti firmati e macchine lussuose,
e SEGNALI come l'ostentazione di una vita agiata. I Social aiutano le aziende sia a conoscere
SIMBOLI e SEGNALI dei propri segmenti-target sia a COMUNICARE con loro utilizzando gli
stessi SIMBOLI E SEGNALI. Questo significa condividere lo stesso CODICE di comunicazione, cosa
fondamentale per essere capiti e apprezzati. A volte però l'azienda, pur riconoscendo in un segmento di
mercato il proprio target, si ritrova ad avere SIMBOLI troppo differenti da esso. In questa situazione è
utile utilizzare gli INFLUENCER che, condividendo già lo stesso codice comunicativo con
il target, aiutano a POSIZIONARE l'azienda nella considerazione di quest'ultimo.
Storytelling e Social Media:
da sempre ci raccontiamo la
stessa storia, nei
film, nei libri, ma anche a cena e al bar, le storie partono sempre da un protagonista che vive una vita
tranquilla (situazione di equilibrio), poi succede qualcosa che rompe l'equilibrio, quindi il
protagonista si attiva per ripristinarlo con l'aiuto di alcuni mezzi e/o persone. Questo schema ci
attrae prima del contenuto della storia, perché viene riconosciuto dalla nostra mente che, infatti,
funziona per schemi che ci facilitano la lettura della realtà. Quante volte avete visto un film mediocre
fino alla fine? Io tante, proprio perché spesso non posso fare a meno di seguire il "solito" schema.
Nella pubblicità e nei social, grazie a TESTI NARRATIVI, soprattutto con i video, si
può attivare questo meccanismo sostituendo ai mezzi che aiutano l'eroe, il prodotto o il servizio.
Influenza Selettiva e Social Media:
durante lo scroll
infinito che viene fatto
sui social, quando ci soffermiamo su un contenuto anche solo per alcuni secondi, diamo un'indicazione
delle nostre preferenze all'algoritmo che registra il nostro interesse e ci ripropone contenuti simili.
I social non hanno bisogno di targettizzarci, siamo noi a costruire durante lo scroll la nostra (o
meglio le nostre tante...) Buyer Personas perché gli diciamo in continuazione cose tipo "Mi piace questo
e quest'altro", ho questi VALORI, seguo questo partito politico, faccio o vorrei fare queste cose...
l'algoritmo in risposta ci offre contenuti a noi congeniali senza mai andare contro i nostri
ATTEGGIAMENTI. Tendiamo ad esporci (ESPOSIZIONE SELETTIVA) a messaggi che
confermano i nostri valori, i nostri pensieri e comportamenti, perché siamo "cognitivamente limitati":
abbiamo bisogno di coerenza ed equilibrio, e spesso non abbiamo energie psichiche sufficienti per
valutare opzioni che non confermano le nostre idee. Per questo l’algoritmo va sul sicuro nel riproporci
in continuazione lo stesso politico, le stesse fonti, la stessa squadra di calcio, le stesse materie di
studio, gli stessi musicisti e, nondimeno, gli stessi PRODOTTI. Sapere queste cose è molto importante
per un'azienda che non deve mai cercare di cambiare la propria identità, i propri valori, la propria
immagine, perché questo manderebbe in tilt la piccola mente di noi consumatori. In ogni modo bisogna
evitare che i clienti entrino in quella che viene definita in psicologia DISSONANZA COGNITIVA, quella
sorta di fastidio che avvertiamo quando qualcuno cerca di convincerci, o di venderci, di qualcosa che va
in contrasto con i nostri atteggiamenti (insieme di valori, comportamenti e pensieri che guidano le
azioni).
REVENUE MANAGEMENT: Gestione dei Prezzi e dei
Costi
Il Revenue Management per hotel è una disciplina che applica strategie e tecniche di marketing alla
GESTIONE DELLE STRUTTURE RICETTIVE e si concentra soprattutto sulla massimizzazione del profitto: sulla
GESTIONE DEI CANALI E DEI PREZZI per l'ottimizzazione dei ricavi e sulla GESTIONE DEI
COSTI. Come ogni strategia di marketing, richiede un Sistema Informativo di
Marketing (SIM) strutturato. Uno degli obiettivi principali del Revenue Manager è quello
di avere un'occupazione tendente al
100%, col RevPAR (Revenue per Available Room) più alto possibile. Per farlo bisogna
adottare tecniche e strumenti che permettono di prevedere l'andamento del mercato (FORECASTING) e variare
il prezzo di vendita delle camere, cercando di incontrare la domanda sul prezzo più alto possibile, in
base a: variazioni di DOMANDA; stagionalità (studiando le SERIE STORICHE); BOOKING WINDOW (mettendo il
prezzo in relazione ai giorni che mancano alla data di arrivo); SENSIBILITÀ della domanda (in un
determinato periodo, a quanti euro di differenza la domanda risponde?); ottimizzando il prezzo per ogni
CANALE e SEGMENTO DI MERCATO. (Vedi sotto un esempio di FORECAST IN EXCEL).
PRICING DINAMICO: una questione Interna
Il Pricing Dinamico deve essere adottato nel settore turistico e in tutti i settori
caratterizzati da elevata volatilità della domanda. Aggiustamenti frequenti e tempestivi dei prezzi
aiutano a massimizzare il profitto sia durante grandi flussi turistici sia in periodi di calo della
domanda. Questo è possibile senza sacrificare la soddisfazione dei clienti perché comunque per vendere
bisogna stare all'interno di fasce di prezzo date dal mercato. Infatti il Range di Prezzo al quale
vendere
lo fa il mercato, che sale e scende in base alla legge della domanda e dell'offerta; adottare tariffe
dinamiche significa soltanto seguirne l'andamento. La prima regola è pertanto conoscere il proprio
business (determinato da posizione, categoria e servizi offerti) e potenzialità (qualità e difetti)
della
propria struttura. Sono convinto che la gestione dei prezzi debba essere fatta internamente sia per la
suddetta regola (nessuno conosce meglio il mercato di chi da anni lavora nello stesso quartiere, città e
hotel) sia perché a volte si deve intervenire sui prezzi più volte al giorno e questo non può essere
chiesto ad un consulente esterno. Un consulente esterno però può essere ingaggiato quando c'è la
necessità
di formare albergatore e staff alle tecniche di gestione dei prezzi (come gestire la BOOKING WINDOW a
seconda della stagionalità, come individuare la SENSIBILITÀ del prezzo nel proprio
mercato di riferimento, come gestire le OTA e gli altri CANALI, quali software e strumenti utilizzare
per
il pricing dinamico) poi saranno questi, le persone dell'azienda, ad applicarle tempestivamente. Seguono
alcuni esempi sul perché la gestione dei prezzi è e deve essere un processo interno, prendiamo ad
esempio
sia un “Consulente Umano” sia un "Consulente Software”.
REVENUE MANAGER INTERNO vs CONSULENTE ESTERNO
Consulente esterno
"Umano"
- Un consulente umano mi aggiorna i prezzi 2 volte al giorno, la mattina alle 8.00 e la sera alle
20.00: nel primo pomeriggio mi arrivano 3 prenotazioni per un totale di 5 room-nights (sono tante se
ho 30 camere!) per 3 date, tra 40, 41 e 42 giorni, per le quali ancora non avevo ricevuto nulla,
mentre per delle date della stessa settimana ero già al 50% di occupazione, cosa che mi aveva fatto
abbassare il prezzo per i giorni con bassa occupazione. Dopo due ore mi arrivano altre 5 room-nights
per le stesse date. Se intervengo alzando il prezzo dopo le prime prenotazioni potrei sia alzare il
ricavo delle successive prenotazioni sia bloccare eventuali altre prenotazioni ad un prezzo troppo
basso. Ma non intervengo, perché aspetto che se ne occupi il mio Revenue Manager esterno che arriva
la
sera, troppo tardi...
- Secondo esempio, uguale al primo, ma facciamo che le prime 5 room-nights provengono per il 100%
da
una ditta che manda periodicamente lavoratori nel nostro Hotel perché svolge lavori in zona,
sappiamo
quindi che l'improvvisa domanda non deriva da flussi turistici. Dovremmo allora, sì alzare il
prezzo,
ma in misura minore e monitorare le date, perché l'incremento della domanda non è strutturale. Il
consulente esterno le valute queste cose? Va per ogni singola prenotazione a vedere il canale di
provenienza? Conosce bene i clienti abituali dell'hotel? Non credo possa farlo, perché se fa questo
lavoro per più hotel, dovrebbe lavorare un'infinità di ore al giorno!
- Altro esempio: mi ritrovo ancora 8 camere su 40 da vendere per oggi (e voglio venderle sempre
tutte...), alle 8 di mattina allora il Revenue Manager esterno abbassa il prezzo del 30%, alle 8.15
mi
arriva una prenotazione per 3 camere, me ne rimangono 5. Si fanno le 12.00 e sono ancora 5, si fanno
le 14.00 e sono ancora 5. Intervengo? No, perché aspetto che il consulente, alle 20.00, valuti la
situazione e intervenga magari abbassando il prezzo di un ulteriore 20%, ma la correzione arriva
troppo tardi e mi rimangono 5 camere vuote. Questo esempio rappresenta una delle situazioni
impossibili da gestire da parte di un Revenue Manager esterno, perché spesso bisogna variare i
prezzi
anche più volte al giorno per la stessa data, e ciò non riguarda solo il last-second, ma anche date
lontane che subiscono molteplici variazioni di occupazione durante la giornata.
Consulente
esterno "Software"
- Facciamo che il mio consulente sia un SaaS che è quasi onnisciente: segue tutto il mercato al
secondo, conosce tutti i miei competitor, i loro prezzi e la loro percentuale di occupazione,
conosce
tutti i miei clienti, sa addirittura prevedere i flussi turistici! Ma ha un difetto: non sa
correlare
la variabile RATING con la variabile BOOKING WINDOW. Succede allora che al il mio hotel, che per
esempio ha un basso rating all’interno di un mercato molto competitivo e poco differenziato, il
software suggerisca sempre prezzi bassissimi anche in alta stagione quando si arriva a una booking
window di 30 giorni perché vede riempirsi gli altri hotel e non il mio. Il software non sa che in
alta
stagione si può "resistere" mantenendo prezzi elevati a fronte di poche prenotazioni anche con una
booking window di soli 10 giorni! E stiamo parlando di un Super Software, perché la maggior parte
dei
SaaS non tiene conto di queste variabili neanche in maniera separata. Ma come faccio a stare
tranquillo se ho l'hotel semivuoto da qui a pochi giorni? Sto tranquillo se conosco il mio mercato,
che mi dice da 15 anni, senza mai sbagliarsi, di non abbassare i prezzi per quelle date; sto
tranquillo se io "persona" ho ricevuto 100 telefonate per quelle date ma non ho voluto abbassare il
prezzo per convertirle, sto tranquillo perché so come gestire il prezzo in funzione del mio Rating e
perché anch'io come il software studio il mercato, anzi lo vivo di persona parlando con gli altri
hotel, e so che tutte le strutture delle mia zona con un rating più alto del mio sono quasi al
completo! Essendo all’interno di un mercato indifferenziato, dove le leve più importanti sono il
Rating e il Prezzo, tra poco, oggi, domani o l'ultimo giorno, i clienti dovranno venire da me...
- Altro esempio, sempre dotati di uno dei migliori software in circolazione per la gestione dei
prezzi: per domani ho ancora 7 camere (su 30) da vendere e il software intelligente, alle 12.00 in
punto, mi abbassa il prezzo del 25%. Alle 12.30 mi arriva una telefonata di una persona interessata
a
ben 4 camere per domani, sembra una persona seria e risoluta, che mi dice però che avrebbe
richiamato
entro 4 ore per confermare. Che faccio? Blocco le camere? No, perché senza conferma non si blocca
niente se è per domani! La situazione per il software non cambia, non registra variazioni e dopo due
ore, essendo intelligente, abbassa il prezzo di un altro 25% permettendo la vendita di 4 camere per
domani. Non ho più le 4 camere che voleva il cliente per telefono, ne rimangono solo 3, però ho
venduto 4 camere. È andata bene? Certamente sì, perché ho venduto, anche se a basso prezzo, più del
50% delle camere inoccupate, ma poteva andare meglio: si poteva aspettare 4 ore per provare a
vendere
le camere ad un prezzo maggiore, per poi abbassarlo gradualmente solo dopo la mancata conversione
della telefonata.
Forecast Esempio
GESTIONE DEI COSTI
Per gestire una struttura ricettiva, come qualsiasi azienda, bisogna innanzitutto avere un OBIETTO
annuale di FATTURATO e un OBIETTIVO annuale di COSTI. Lavorare avendo
sempre ben focalizzati questi due obiettivi, che devono corrispondere a numeri precisi, è fondamentale
non
tanto per raggiungerli, quanto per adottare un METODO da seguire con costanza e coerenza. Per
"Martellare"
quotidianamente i prezzi e registrare, e contenere, quotidianamente i costi, bisogna essere guidati e
motivati da un obiettivo finale. Mentre l'obiettivo di profitto può essere cambiato durante il corso
dell'anno, perché non si possono prevedere tutte le variabili intervenienti, quello che deve rimanere
costante è il metodo per raggiungerlo.
Foglio Spese
Calcolare il fatturato è una cosa molto semplice, calcolare i costi invece è una cosa abbastanza
complessa. Nei grandi Hotel, come per tutte le grandi aziende, ogni spesa deve essere sia approvata sia
rendicontata, nelle piccole strutture, invece, questo non avviene e la gestione dei costi diventa
problematica se non si adotta un metodo di registrazione sistematica. Così come IL
FORECAST rappresenta un documento per stimare quale sarà il fatturato mensile, il
FOGLIO SPESE (creato in Excel o con altro software) ci guida verso la stima del
profitto,
ed è un documento dalle molteplici utilità:
Registrare i pagamenti e tenere sotto controllo le scadenze
Classificare le spese per reparto
Calcolare quotidianamente il Cash Flow
Stimare tasse e profitto
Avere uno strumento di controllo del Conto Economico fatto dal commercialista
Foglio Spese Esempio
DISINTERMEDIAZIONE: nell'ottica della
sostenibilità.
Negli ultimi anni nel settore alberghiero si è sviluppato un oligopolio lato distribuzione
rappresentato
dalle grandi OTA (Online Travel Agencies come Booking.com ed Expedia) che ha cambiato totalmente il
mercato. Da una parte ci sono meno barriere all'ingresso e tutte le strutture ricettive possono avere
grande visibilità, dall'altra la competizione è aumentata e la partita si gioca sul RATING (quindi sulla
struttura e sul servizio) e sul PREZZO. Questo significa che si può gestire una struttura ricettiva
delegando quasi del tutto due fondamentali variabili del Marketing Operativo: la DISTRIBUZIONE e la
PROMOZIONE. Nonostante questa "comodità" l'obiettivo principale di molti albergatori è quello di
rimpossessarsi della gestione di queste due variabili, ma a quale costo?
I COSTI DELLA DISINTERMEDIAZIONE
Gestire un cliente "direttamente" coi principali scopi di fidelizzarlo e di abbattere le commissioni
per
OTA, GDS e Tour Operator, significa caricarsi dei costi di Promozione della struttura e di GESTIONE DEL
CLIENTE (Prenotazione, contrattazione, pagamenti, assistenza, responsabilità legali); per farlo bisogna
avere uno staff altamente professionale (cosa sempre più difficile), con maggiori responsabilità, nonché
numericamente più ampio. Inoltre, se l’obiettivo principale è la fidelizzazione del cliente, bisogna
ponderare attentamente i vantaggi e gli svantaggi che ne derivano: se da un lato si investe sulla
promozione diretta per avere più marginalità sulla vendita delle camere, dall’altro bisogna rinunciare
ai
prezzi dinamici, difficilmente applicabili al segmento “cliente abituale”, col risultato di non poter
sfruttare appieno i benefici dovuti ai grandi flussi turistici che periodicamente si verificano (non
solo
grazie alla stagionalità). Bisogna quindi chiedersi quale dei due costi, quello dell’intermediazione
oppure quello della DISINTERMEDIAZIONE, una determinata struttura riesce meglio a
gestire
in termini di profitto. Sicuramente per le grandi strutture, dotate di molte camere (avere molte e
differenti camere a disposizione permette di lavorare su un più ampio numero di segmenti-target) e per
gli
hotel che offrono servizi esclusivi come gli alberghi a 5 stelle, che riescono a spuntare un PREMIUM
PRICE
dovuto alla qualità dei propri servizi e all'importanza del proprio brand, la strategia migliore è la
fidelizzazione del cliente, o meglio i clienti e i canali fidelizzati rappresentano importanti segmenti
di
mercato. In altre parole, gli hotel con molte camere si devono assicurare una base occupazionale
coltivando le relazioni con i clienti abituali e le agenzie, e gli hotel esclusivi possono applicare
alti
prezzi anche ai clienti abituali perché per i loro target ha più valore il prodotto/servizio rispetto al
costo dello stesso. Questi hotel hanno inoltre Know How, Organizzazione e Staff altamente professionale
in
grado di gestire al meglio il cliente diretto. Ma per i piccoli hotel e i B&B che si giocano la partita
con poche camere e che soprattutto offrono servizi standard, che non hanno potenziale di
differenziazione,
la leva più importante per raggiungere il profitto è rappresentata dal PREZZO. Naturalmente prima
bisogna
curare tutto ciò che ha valore per il cliente, quindi la struttura e il servizio, nonché ottimizzare la
GESTIONE DEI COSTI, ma la differenza tra l'andare in profitto o in perdita spesso è determinata dalla
gestione ottimale dei prezzi. Inoltre, la massimizzazione della marginalità sulle vendite con il PRICING
DINAMICO si ottiene più facilmente delegando il rapporto col cliente alle agenzie perché lo si espropria
del potere di contrattazione.
LA DISINTERMEDIAZIONE SOSTENIBILE:
Un modo per avere una DISINTERMEDIAZIONE SOSTENIBILE, che da un lato permetta di sfruttare i prezzi
dinamici e dall’altro non aumenti oneri e costi di gestione interna è possibile mettendo in campo gli
stessi strumenti utilizzati dalle OTA, in primis la gestione automatizzata della promozione della
struttura e della prenotazione. Gli strumenti sono:
SCHEDA GOOGLE MY BUSYNESS BEN CURATA E SEMPRE AGGIORNATA: la scheda dell’hotel deve
essere presente nella SERP di Google quando si ricerca il nome dell’hotel. Inoltre la scheda deve
apparire su GOOGLE MAPS quando i clienti cercano un hotel geolocalizzando la posizione. Lo stesso
vale,
anche se con importanza minore (95% vs 5%) per la SCHEDA BING PLACES FOR BUSINESS.
GOOGLE FREE LISTING: mostrare le tariffe del sito ufficiale sotto la scheda Google My
Business col relativo link allo stesso.
OTTIMIZZAZIONE SEO E MARKUP SPECIFICO PER HOTEL DEI DATI STRUTTURATI: la SEO per i
siti
di Hotel che si trovano in grandi attrazioni turistiche non ha molta efficacia perché la SERP di
Google
viene riempita da sponsorizzazioni OTA e perché c’è troppa competizione sulle parole chiave nella
ricerca organica, ma è sempre bene curarla per aumentare le visualizzazioni sul sito ufficiale. Per
gli
hotel che si trovano in un mercato poco competitivo, invece, l’ottimizzazione SEO può dare grandi
risultati.
SITO INTERNET CON BOOKING ENGINE INTEGRATO: un sito internet che permetta
un’esperienza
di prenotazione uguale a quella delle OTA, sia da mobile sia da desktop, che contenga in maniera
chiara
tutte le informazioni sulla struttura e sulle politiche di pagamento e cancellazione.
CHATBOT: i chatbot che sfruttano l'AI installati sul proprio sito per rispondere alle
FAQ dei clienti possono rappresentare una buona soluzione per alleggerire lo staff dalle richieste (e
ne
fanno molte!) dei clienti, purtroppo allo stato attuale non sono integrati con i Booking Engine e
questo
comporta che un operatore debba intervenire spesso a rispondere manualmente.
Questi sono gli strumenti a basso costo (sostenibili) che, se ben implementati, possono far raggiungere
un’alta percentuale di prenotazioni dirette. Bisogna però conoscere bene i propri obiettivi e i propri
limiti: per le prenotazioni che arrivano dal sito, l’intera gestione del cliente sarà a carico del
personale della reception.
PROMOZIONE PPC (Pay Per Click):
Le grandi strutture, che lavorano su molti segmenti di mercato e che puntano alla fidelizzazione del
cliente, possono aggiungere, oltre all’EMAIL MARKETING, questi strumenti PAY PER CLICK:
GOOGLE HOTEL PRICE ADS: per far comparire il sito ufficiale dell’hotel nei primi
risultati (quelli sponsorizzati) nel comparatore di prezzi di Google e nella scheda di Google My
Business (Utilizzando Google Free Listing invece si compare in basso).
METASEARCH: sponsorizzazioni sui portali come TRIVAGO.
CAMAPAGNE SOCIAL: sponsorizzazioni su Social
Media per raggiungere target specifici.
Gli strumenti di promozione PPC sono molto costosi e possono far raggiungere costi uguali o superiori
alle commissioni per le OTA. Dal punto di vista di massimizzazione del profitto rappresentano una
disintermediazione che non ha molto senso, ma se gli obiettivi sono quelli di FIDELIZZARE e SELEZIONARE
la propria clientela, allora è bene utilizzarli.
MARKETING INTERNO, la strada migliore per
conseguire un vantaggio competitivo
Tutte le aziende, e a maggior ragione quelle che si trovano in un mercato altamente competitivo come
può
essere quello dell'hospitality nelle grandi città, devono puntare a raggiungere un Vantaggio
Competitivo (un punto di forza rispetto ai concorrenti) basato sulla capacità di
differenziarsi
rispetto ai competitor: le strategie principali di differenziazione puntano o sull’avere un miglior
rapporto qualità/prezzo, o sul dotarsi di servizi esclusivi che si focalizzano su determinati segmenti
di
clientela. Ma c'è un altro modo per raggiungere un vantaggio competitivo: quello di avere un personale
migliore delle altre strutture. La gestione delle risorse umane è un aspetto di vitale importanza: le
aziende non sono altro che le persone che ci lavorano, e il valore di un'azienda rispecchia il valore
dei
suoi dipendenti e della sua organizzazione.
ORGANIZZAZIONE AZIENDALE E RISORSE UMANE
Anche le piccole strutture ricettive devono avere una precisa organizzazione aziendale con obiettivi e
processi ben definiti. Questo è fondamentale per poter definire RUOLI E MANSIONI che le
persone dovranno svolgere in un'ottica di STANDARDIZZAZIONE DEL LAVORO. L'imprenditore
deve essere in grado di organizzare l'azienda affinché funzioni tutto in maniera efficace e col minimo
sforzo: ogni mansione deve essere scritta in maniera dettagliata affinché il lavoratore, la persona
giusta
al posto giusto, possa eseguirla al meglio. Standardizzare non è sinonimo di limitare, ma significa
incanalare tutte le Skills, la creatività e le energie del lavoratore all'interno dei processi utili a
raggiungere gli obiettivi aziendali; per giunta seguire delle regole nello svolgere le proprie mansioni
abbassa lo stress psico-fisico derivante dal fatto stesso di lavorare ed è il modo migliore per liberare
capacità e creatività personali. Prima di SELEZIONARE la persona da mettere in un determinato
RUOLO bisogna quindi ben definirlo. Questo è importante soprattutto in questi anni dove
c'è un'assoluta povertà nel mercato del lavoro in termini di quantità di risorse e professionalità,
infatti se si conoscono bene e si sanno spiegare bene le mansioni di chi ricopre un determinato ruolo,
si
sarà in grado di spiegarle (FARE FORMAZIONE) anche a persone con scarsa esperienza. Data per scontata
l'importanza del processo di SELEZIONE e di MOTIVAZIONE delle risorse umane, vorrei soffermarmi sul
concetto di professionalità: molti albergatori pensano di essere l'unica persona importante dell'azienda
e
selezionano, o fanno selezionare, dipendenti a basso costo inadatti al proprio ruolo, ma invece di
risparmiare creano delle catastrofi in termini organizzativi e soprattutto di profitto. Questo avviene
per
tutti i ruoli, anche per i direttori, ma soprattutto per quelli considerati minori come per esempio i
camerieri. Questi imprenditori non capiscono che, anche se ci sono ruoli "meno importanti" all'interno
di
una organizzazione, non possono esserci persone meno importanti. Infatti una sola persona "sbagliata"
all'interno di un'organizzazione può portarla alla rovina, qualsiasi ruolo ella ricopra. Inoltre, per
ogni
ruolo c'è bisogno di professionalità, di skills e competenze professionali e personali (SOFT SKILLS):
per
pulire una camera bisogna avere metodo; saper utilizzare determinati prodotti e strumenti; essere in
grado
di rispettare delle tempistiche; essere in grado di lavorare in squadra; saper comunicare in maniera
analitica problematiche relative alla manutenzione; saper gestire lo sforzo fisico, avere umiltà e
capacità empatiche nell'assecondare le esigenze dei clienti e, come per tutti i ruoli, sapere seguire
delle regole. Non tutti possono quindi pulire le camere, non tutti possono ricoprire qualsiasi ruolo, la
regola della PERSONA GIUSTA, AL POSTO GIUSTO E AL MOMENTO GIUSTO non va mai dimenticata.