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PIANO DI MARKETING

Un Piano di Marketing non è tanto un documento, quanto un percorso verso l'individuazione delle strategie migliori.

Gli Step del PIANO DI MARKETING

  1. Creazione del SIM (Sistema Informativo di Marketing)

    Propongo un Piano di Marketing che parte direttamente dall'analisi dei dati economici, in primis dalla MARGINALITÀ dei singoli prodotti o servizi segmentati per ogni canale. Va subito implementato un SIM (Sistema Informativo di Marketing) che serve a:

    ✓ Registrare i dati
    ✓ Analizzare i dati
    ✓ Creare degli Indicatori

    IL SIM rappresenta il cuore dell’attività strategica aziendale, è costituito da un file Excel, diviso in più fogli: qui vengono inseriti e analizzati tutti i dati aziendali QUANTITATIVI (tutto ciò che può essere misurato: dati economici, metriche di sviluppo, frequenze di acquisto, indicatori di fedeltà, metriche SEO, metriche SEA, Social Insight) sia QUALITATIVI (tutto ciò che può essere contato e definibile in variabili qualitative: dati relativi ai canali di vendita, al percorso di vendita, al ciclo di vita dei prodotti, alla generazione dei contatti, tutte le metriche relative alla Brand Equity). L’incrocio di questi dati dà vita a INDICATORI che servono a orientare le azioni di marketing. Il SIM è in continuo aggiornamento e se ne fa l'Analisi dei Dati prima di qualunque azione di marketing operativo.

  2. Analisi Interna e di Mercato

    L'analisi interna serve a definire sinteticamente il Modello di Business, è una panoramica su tutti i fattori di business che poi vengono analizzati singolarmente. Le domande da farsi sono: quali bisogni principali dei consumatori si vanno a soddisfare; in che modo e quali benefici particolari vengono offerti ( Unique Selling Proposition); con quali tecnologie, prodotti e servizi; quali fattori influenzano la crescita, quali sono i costi principali; quali i canali e i segmenti principali; quali sono le aree di ricavo, qual è il ciclo di vita dei clienti, qual è la frequenza di acquisto e quanto incide sul tipo di business, quali sono i partener, quali sono i competitor. L'audit interno è un'analisi molto ampia, ma la maggior parte dei dati sono ricavabili internamente all'azienda stessa. L' Analisi di Mercato, invece, è più complessa perché bisogna ricavare i dati esternamente e concerne il capire Redditività, Grandezza e Potenzialità di crescita di un mercato.


    Modello di Porter per l'analisi della Redditività

    Porter ha individuato 5 RESISTENZE (PORTER’S FIVE FORCES) fondamentali alla redditività di un business:

    ✓ MINACCIA DI SOSTITUZIONE: relativa alla probabilità che i clienti trovino un prodotto diverso per soddisfare i propri desideri. La minaccia può venire da un prodotto più economico, o migliore, o entrambi. Questa minaccia è più alta nei mercati a bassa differenziazione di prodotto (commodities), per esempio il mercato delle caramelle, dove è basso il costo psicologico del consumatore nel passare da un prodotto all'altro, da un Brand all'altro. Nei mercati dove invece lo Switching Cost, economico o psicologico, è più alto, vedasi i fornitori di Saas Gestionali, la competitività è minore e la redditività più alta.
    ✓ MINACCIA DI NUOVI PARTECIPANTI: questa minaccia è relativa alle Barriere all'Ingresso dei mercati. Per esempio se un business richiede un grande investimento ed è regolato da molte normative, le barriere all'ingresso sono alte. Questi mercati, una volta presidiati, sono molto redditizi perché la competitività è bassa. Nei mercati invece dove è facile entrare la competizione è molto alta ed è più difficile essere redditizi.
    ✓ POTERE DEI FORNITORI: quando un mercato è dominato da pochi fornitori viene meno il potere contrattuale dell'azienda nei loro confronti. I fornitori possono cambiare caratteristiche dei prodotti, tipi e prezzi dell'offerta a loro esclusivo piacimento e possono abbattere la redditività dell'azienda in qualsiasi momento. Questo è il caso per esempio dei negozi di telefonia mobile. In questi mercati è più facile per il fornitore cambiare il rivenditore che il contrario.
    ✓ POTERE DEGLI ACQUIRENTI: all'opposto della situazione precedente si trova il caso in cui l'acquirente abbia più potere dell'azienda, per esempio gli agricoltori che servono la grande distribuzione non hanno potere nella definizione degli standard e sui prezzi dei prodotti.
    ✓ RIVALITÀ TRA I COMPETITOR: tutti i precedenti punti influenzano il grado di competitività di un business che è funzione inversa della redditività. Anche le Barriere all'uscita rappresentano un inasprimento della competitività, poiché in mercati dove si è costretti a investire molto per entrarci e a vincolarsi a molti contratti per rimanerci, i costi di uscita potrebbero essere insostenibili. Si è costretti quindi a continuare il business ed essere estremamente competitivi.


    Quest'analisi permettere di dare indicazioni per la fase di marketing operativo:

    ✓ Più il mercato è indifferenziato, più è competitivo. Più è competitivo, più è importante la leva del prezzo;

    ✓ Più ci sono barriere all'ingresso, meno il mercato è competitivo. Meno è competitivo, più importante è la leva del prodotto.

    Durante l'analisi di mercato si definiscono la Quota di Mercato Reale e Potenziale: i prodotti e/o servizi vengono raggruppati in categorie, queste vengono classificate secondo una Matrice di Sviluppo che mette in relazione quota attale di mercato col tasso di sviluppo dello stesso (matrice BCG) per ogni categoria (come indicatore di tasso di sviluppo si può utilizzare un numero indice costruito sugli indicatori delle 5 Resistenze di Porter; sulle fasi del ciclo di vita del prodotto e sulla grandezza attuale del mercato). Nel Ciclo di Vita del Prodotto si possono individuare 4 fasi: Lancio, Crescita, Maturità, Declino. Durante la prima fase, quella di Introduzione di un nuovo prodotto (nuovo per l'azienda e per il mercato), non avendo ancora l'esperienza per raggiungere economie di scala, si hanno alti costi di produzione e pochi consumatori conoscono il prodotto, le leve più importanti del marketing sono quindi quella del Prodotto (ottimizzazione della produzione e del valore del prodotto) e della Promozione. Durante la fase di Crescita si affronta una domanda più matura e più ampia, aumenta la redditività e, per raggiungere la più ampia possibile quota di mercato, la leva più importante è rappresentata dalla Promozione. La fase di Maturità rappresenta la fase più redditizia perché da una parte abbiamo imparato a ottimizzare i costi di produzione, dall'altra si opera con un’alta domanda di mercato, però bisogna stare attenti all'aumento della competitività, per questo le strategie di Differenziazione a livello di prodotto e di Promozione, a livello di Posizionamento e di Immagine del Brand, diventano le leve più importanti. In questa fase meno si riesce a differenziare, più importante diventa la gestione del prezzo. Nella fase di Declino si assiste ad un calo drastico della domanda e bisogna abbandonare quel settore o provare a reinventare il prodotto nel caso in cui il calo della domanda sia avvenuto a causa dell'introduzione di prodotti simili che soddisfano gli stessi bisogni dei consumatori. Per ampliare l'analisi di mercato si può utilizzare anche lo schema della SWOT Analysis dove si definiscono i punti FORZA e DEBOLEZZA dell'azienda in relazione alle OPPORTUNITÀ e MINACCE del mercato di riferimento: un punto di forza può essere per esempio diventare distributori esclusivi di alcuni prodotti, oppure avere macchinari all'avanguardia; un punto di debolezza può essere un servizio clienti non strutturato; le opportunità si evidenziano soprattutto con lo studio dei TREND DI MERCATO; le minacce allo sviluppo dell'azienda o di singoli prodotti possono venire da nuove leggi e certificazioni, oppure da competitor che fanno alti investimenti. L'analisi di mercato dovrebbe essere più ampia possibile e cercare di indagare tutte le aree del macro-ambiente in cui l'azienda opera, si può adottare allo scopo lo schema del metodo PESTEL: analisi dei fattori Politici, Economici, Sociali, Tecnologici, Legali e Ambientali. Una parte importante dell'analisi di mercato è il Benchmarking: si mettono a confronto prodotti, servizi e processi aziendali con quelli adottati dalle aziende individuate come competitor. Si studiano anche i leader del settore e le best practice che li hanno portati ad affermarsi. Tutti i dati raccolti vengono registrati nel SIM in un'apposita sezione per le metriche di confronto.

  3. Definizione degli Obiettivi di Crescita:

    L'obiettivo principale di un'azienda deve essere la CRESCITA continua. Dall' Audit Interno e dallo studio del mercato potrebbe emergere che troppi prodotti o servizi siano nella fase di Maturità o di Declino, oppure che la redditività dell'azienda è minacciata da competitor troppo forti. In questa fase l'azienda potrebbe anche acquisire la consapevolezza di avere Know How e risorse per operare in altri mercati. In tutti questi casi, si può valutare di entrare in nuovi business con gli stessi prodotti; lanciare varianti di prodotto oppure nuovi prodotti all'interno dei segmenti già coperti; o ancora, scelta più rischiosa, nuovi prodotti in nuovi mercati. Per rappresentare in maniera analitica le direzioni possibili di crescita si può utilizzare la Matrice di Ansoff dove vengono messe sugli assi cartesiani da una parte la variabile prodotto (con modalità prodotto/nuovi prodotti) e dall'altra la variabile mercato (con modalità mercato/nuovi mercati). Per espandersi nell'attuale o in nuovi mercati, le strategie attuabili sono molteplici: si possono fare alleanze, joint venture, acquisizioni o espandere il proprio business all'interno di tutta la catena del valore, per esempio un produttore di scarpe può decidere di aprire dei negozi al dettaglio (crescita verticale). Fondamentale è capire che, a questo punto del Piano di Marketing, le analisi successive e le scelte di marketing operativo dipenderanno dalle strategie di crescita che vengono adottate: se per esempio si decide un'ESTENSIONE DI PRODOTTO (nuovi prodotti negli stessi mercati) o un'ESTENSIONE DI BRAND (creazione di sotto-marche con nuovi prodotti) le tattiche di sviluppo del Brand, Posizionamento, Targeting e Marketing Mix saranno differenti rispetto a quelle da adottare nel caso per esempio si scelga la Penetrazione del Mercato (stessi prodotti negli stessi mercati). A proposito di quest'ultima strategia: se non si hanno troppi prodotti nella fase di Maturità e Declino, o altre minacce dal mercato, la scelta di crescita meno rischiosa rimane quella di PENETRAZIONE DEL MERCATO, e va perseguita anche in caso si adottino altre strategie di sviluppo nello stesso o in altri business, poiché difficilmente si arriva a monopolizzarne uno.

  4. Posizionamento Iniziale e Gestione del Brand

    Per posizionamento iniziale si intende l'attuale insieme delle PERCEZIONI che i pubblici di riferimento hanno dell'offerta aziendale: è lo spazio percettivo che l'offerta aziendale occupa nella mente dei consumatori, distinguendosi da quella della concorrenza: quando un consumatore ha a che fare con i prodotti di un'azienda costruisce un'esperienza fatta di Benefici Tangibili come il prezzo, le funzioni (capacità di risolvere problemi pratici), le occasioni di utilizzo di un determinato prodotto e Benefici Intangibili legati ad attributi simbolici (ASSOCIAZIONI) del prodotto come l'essere ecologico oppure il rappresentare uno Status Symbol o essere uno strumento di accettazione sociale (compro qualcosa perché ce l'hanno tutti i miei amici). Tutti questi elementi (tangibili e intangibili) vengono proiettati dai clienti sull'azienda: si viene a costruire nei clienti un Atteggiamento (insieme di sentimenti, giudizi e comportamenti) che orienta le decisioni future rispetto ai prodotti di quell'azienda. Quest'ultima, riproponendo coerentemente e costantemente alcune caratteristiche materiali, e tutte quelle immateriali, in tutti i suoi prodotti, costruisce il suo POSIZIONAMENTO nel mercato. Per far conoscere e riconoscere il proprio Posizionamento costruisce il suo BRAND: insieme di ELEMENTI SIMBOLICI (nome, logo, slogan, packaging, persone, url...), VALORI (per esempio la famiglia), ATTRIBUTI TANGIBILI (per esempio la convenienza), ASSOCIAZIONI (stimolando percezioni: per esempio di affidabilità). La gestione del Brand riguarda quindi la gestione del posizionamento e viceversa. L'obiettivo principale del Posizionamento Aziendale è quello di presidiare un preciso spazio mentale nell'immaginario dei consumatori attraverso la definizione di elementi di PARITÀ rispetto alle altre MARCHE legati alla performance (attributi tangibili) del prodotto o servizio (POP: per esempio una banca non può non avere oggi giorno il servizio di home banking) ed elementi di DIFFERENZIAZIONE (POD: per esempio non tutte le banche hanno sportelli fisici, caratteristica importante per alcuni segmenti demografici), ma anche POP e POD intangibili legati all'IMMAGINE del brand (per esempio qualità, convenienza, oppure attributi che stimolano associazioni aspirazionali come il desiderio di tranquillità economica o di affermazione sociale).


    Gestione del Brand

    Lo sviluppo del valore del brand ( Brand Equity) si attua comunicando caratteristiche positive (ASSOCIAZIONI POSITIVE) in grado di differenziare (ASSOCIAZIONI UNICHE E FORTI) nella mente del consumatore la percezione del nostro brand dalla percezione delle altre marche, il percorso che va dalla nascita all'affermazione di un brand segue vari step che lo portano pian piano ad entrare nella considerazione del consumatore. Le fasi principali per Creare un Brand Forte sono in sintesi:

    ✓ IDENTITÀ: creare la propria IDENTITÀ (creare ASSOCIAZIONI FORTI, POSITIVE e UNICHE). L'azienda si guarda allo specchio e risponde a domande quali: offriamo più qualità o convenienza? I nostri prodotti hanno delle caratteristiche e offrono benefici particolari? Quali sono i nostri valori? (Libertà? Affermazione Personale? Denaro? Solidarietà? Rispetto della natura? Intimità? ...) Cosa ci differenzia dalle altre aziende? Siamo istrionici e divertenti oppure abbiamo un atteggiamento calmo e riflessivo?... In questa fase l'azienda si analizza come fosse un individuo che debba definire e descrivere al pubblico la propria personalità. Il primo risultato di questo processo porta alla creazione degli Elementi Simbolici del Brand (nome, logo, slogan, packaging, personaggi, url...).
    ✓ CONOSCENZA: comunicare l'IDENTITÀ sviluppandone CONOSCENZA E RICORDO ( Brand Awarness ) pubblicizzando valori aziendali e benefici dell'offerta; diffondendo su più mezzi e canali gli Elementi del Brand (nome, logo, slogan ecc.).
    ✓ GIUDIZI: stimolare i feedback e ascoltare i clienti per sapere cosa pensano dell'azienda e quali sono i loro bisogni.
    ✓ PRESTAZIONI: sviluppare PRESTAZIONI dei PRODOTTI che soddisfino i bisogni dei consumatori e li rendano competitivi e differenti dai prodotti delle altre aziende (elementi di parità ed elementi di differenziazione).
    ✓ IMMAGINE: lavorare sull'IMMAGINE DEL BRAND (come viene percepita l'identità dai consumatori) intervenendo con la comunicazione e la pubblicità a correggere le distorsioni delle caratteristiche dell'IDENTITÀ e comunicando i Benefici Tangibili (legati alle funzioni dei prodotti) e Intangibili (legati alla possibilità di soddisfare bisogni immateriali, aspirazionali e di Status).
    ✓ RELAZIONE: cercare di instaurare una RELAZIONE con i clienti moltiplicando le occasioni di contatto, confronto e coinvolgimento.


  5. Segmentazione

    La segmentazione del mercato è la divisione dei clienti attuali e potenziali in gruppi: Segmenti Omogenei per alcune caratteristiche. La segmentazione può essere DESCRITTIVA: Psicografica (stili di vita, valori, opinioni, atteggiamenti); Socio-Demografica (Reddito, Età, Sesso, Stato Civile, Titolo di studio); Geografica (Locale, Regionale, Nazionale, Internazionale), oppure COMPORTAMENTALE: suddividere il mercato in base a come i consumatori si comportano di fronte al brand/prodotto (frequenza di utilizzo, fedeltà alla marca, benefici ricercati). Non è possibile utilizzare tutti i metodi e tutte le variabili, ma dovranno essere scelti a seconda del mercato. Bisogna innanzitutto procedere alla segmentazione per CANALI DI VENDITA dei clienti attuali (importante perché le persone che acquistano nel negozio fisico sono differenti da quelle che acquistano online e da quelle che acquistano da un rivenditore situato in una determinata località) suddivisi a loro volta per CATEGORIE di PRODOTTO/SERVIZIO. In seguito si riprendono i dati dell'Analisi di Mercato (fase 2) e si fanno delle IPOTESI sui segmenti potenziali. Dall'analisi di mercato potrebbero emergere segmenti importanti non ricoperti dall'offerta aziendale, in questo caso non si procede a targettizzare i segmenti, ma si fanno dei test (vedi sotto start-up e lancio di nuovi prodotti) per validare l'ipotesi di copertura del segmento.

  6. Percorso d'acquisto

    A questo punto va studiato il PERCORSO D'ACQUISTO dal punto di vista dell'azienda: per ogni canale di vendita (dove hanno acquistato) e per ogni categoria di prodotti (cosa hanno acquistato) si individua il modo con cui i clienti hanno conosciuto i prodotti (es Google, Social, Passa Parola, Azienda Partner, Stampa, Amico, Collega ecc.). Se l'azienda ha già implementato strategie di FUNNEL MARKETING si vanno ad analizzare anche i passaggi intermedi e tutti i "touchpoint" che hanno portato i clienti dalla conoscenza all'acquisto del prodotto.

  7. Targeting, Profilazione Buyer Personas e Leader d'Opinione

    Le precedenti fasi sono sostanzialmente raccolta di numeri e informazioni sull'azienda e sul mercato. Questi dati servono ad orientare da qui in poi le strategie di marketing mix. Prima di entrare nel marketing operativo vanno scelti, all'interno dei segmenti individuati, i SEGMENTI TARGET coi criteri principali della REDDITIVITÀ, della FEDELTÀ alla marca e della POTENZIALITÀ DI ESPANSIONE DEL SEGMENTO. Facciamo un esempio: abbiamo già suddiviso le vendite di ogni categoria di prodotti (o di asset aziendale) per canale ed abbiamo individuato per ogni categoria/canale i segmenti. È uscito fuori per esempio che nel negozio fisico, per una determinata categoria di prodotti, il fatturato proviene per il 15% da persone di sesso femminile tra i 40 e i 50 anni laureate (una nicchia della Generazione X). Scopriamo anche che questa classe di età ha una CUSTOMER RETENTION RATE (in molti settori/modelli di business è un indicatore molto importante per la scelta del target) calcolata come [(Numero di clienti alla fine del periodo - Nuovi clienti acquisiti) / Numero di clienti all’inizio del periodo] * 100, più alta degli altri segmenti. Stimiamo di aver coperto finora solo il 10% di questo segmento di mercato, arriviamo quindi alla conclusione che questo è decisamente uno dei nostri segmenti-target. Il TARGETING non finisce con la scelta di un segmento, ma a questa segue l'analisi dei Benefici (bisogni che i clienti cercano di soddisfare con l'utilizzo del prodotto/servizio e grado di soddisfazione nell'utilizzarlo) che le persone di questo segmento-target ricercano nel prodotto (in questo caso vengono raccolte informazioni da parte dei commessi alla vendita e feedback degli acquirenti come review, commenti sui social o informazioni derivanti da interviste post acquisto). Si vanno in questo modo a delineare i caratteri psicologici e comportamentali più diffusi nelle persone di questo gruppo (lo studio dei Profili Social aiuta molto in questa analisi) e si scelgono da 1 a 5 persone a sua rappresentanza, persone reali che ricercano gli stessi benefici nel prodotto ed hanno tratti di personalità ricorrenti nel target, le famose BAYER PERSONAS. Lo studio dei profili Social, che aiuta a definire le caratteristiche del target, è molto utile anche per l'individuazione dei LEADER d'OPINIONE e dei gruppi di appartenenza delle persone del target, gruppi che possono a loro volta diventare dei segmenti-obiettivo. I Leader d'Opinione (persone capaci di influenzare le scelte delle altre persone del gruppo perché ritenute più competenti o che hanno un'influenza emotiva maggiore degli altri per ragioni di Status) saranno il primo obiettivo della comunicazione e della promozione aziendale perché possono moltiplicarne gli effetti.

  8. Posizionamento Strategico

    Fatto questo per tutti i segmenti, alcuni scelti e alcuni scartati, l'azienda potrà definire le linee guida per migliorare la propria offerta, il proprio Posizionamento Strategico: linee guida su come soddisfare i target principali con un'offerta dotata di caratteristiche uniche e differenti da quelle dei competitor in termini di funzionalità di prodotto e di servizio (per soddisfare i bisogni funzionali, pratici) e in termini di immagine del Brand (per avvicinarsi a valori, comportamenti, simboli). Per definire in maniera analitica il proprio posizionamento strategico (ma anche per analizzare quello di partenza, fase 4) si può utilizzare la MAPPA DI POSIZIONAMENTO, o più mappe di posizionamento, mettendo l'azienda e i principali competitor, per un prodotto o una categoria di prodotti, all'interno di un sistema cartesiano per alcune coppie di variabili (es prezzo/qualità; sicurezza/performance; stile/funzionalità; tradizionale/innovativo...). Altro strumento di rappresentazione è la CURVA DEL VALORE dove, sempre su sistema cartesiano, si mettono sull'asse delle ascisse i fattori di valore (o fattori di competizione) e sulle ordinate il livello dell'offerta, es. per un tipo di gelato i fattori di valore possono essere il prezzo, la quantità di cioccolato, la grandezza, il peso, il livello di dolcezza ecc., creando una curva per l'azienda e una per ogni concorrente. Se il nostro target principale, continuando l'esempio dei gelati, sono i bambini di una determinata area geografica, potremmo andare, dopo opportuni test, a spostare il livello di dolcezza verso l'alto, se invece, sempre nella stessa area geografica i bambini non amano più quel tipo di gelato, ma piace molto ai grandi, il livello di dolcezza verrà spostato probabilmente verso il basso e la comunicazione del brand ricercherà per esempio associazioni col relax post-lavoro.

  9. Marketing Operativo

    Le classiche 4p del Marketing Mix (Product, Price, Promotion, Place) Prodotto, Prezzo, Promozione, Distribuzione riguardano l'applicazione tattica delle strategie definite attraverso l'analisi dell'azienda e del mercato fatte in precedenza. Innanzitutto bisogna definire obiettivi e budget per ogni leva operativa. Gli obiettivi devono essere raggiungibili e soprattutto misurabili: vanno stabilite in anticipo le metriche che definiranno il ROI (Ritorno sugli Investimenti) e va fatta una stima dello stesso prima di ogni azione di marketing operativo. Per esempio se la strategia è quella di un RIPOSIZIONAMENTO del prodotto, nel caso di un’azienda produttrice, bisognerà stimare i tutti costi di variazione dei processi produttivi, eventuali costi per nuove strategie distributive e i costi di promozione, poi va stimata la nuova marginalità sulla vendita di un singolo prodotto e la quota di mercato che si ipotizza di guadagnare col riposizionamento. Va stanziato un budget che permetta il successo dell'operazione redistribuito in base alle aree di intervento in maniera proporzionale all'importanza che ogni singola leva (Prodotto, Prezzo, Promozione, Distribuzione) assume rispetto all'obiettivo. Ci sono Obiettivi di Marketing che non riguardano tutte le leve, per esempio un prodotto nella fase di crescita avrà costi principalmente di promozione, e solitamente l'investimento è più basso rispetto al caso precedente (Riposizionamento di Prodotto), ma dipende sempre dalla fattispecie: qualora venisse individuata una potenziale grande espansione del mercato, potrebbe essere vincente rischiare un alto investimento nella Brand Awarness.

    Prodotto

    Se nella SEO "Content is King" nel marketing possiamo dire che "Product is King": dal punto di vista del consumatore il valore sta, in ordine gerarchico, nel Prodotto, nel Prezzo e nei servizi di Vendita e Assistenza, la promozione ha valore solo dal punto di vista aziendale. Molte grandi aziende si concentrano principalmente sull'innovazione di prodotto e utilizzano le analisi di marketing viste nelle fasi precedenti principalmente per investire sui Punti di Differenziazione dei propri prodotti (o servizi) rispetto ai prodotti delle altre aziende. La DIFFERENZIAZIONE sta alla base del concetto stesso di marketing: avere un prodotto differente (diverso e/o innovativo e/o nuovo per il mercato) ne permette una migliore commercializzazione a livello di prezzo, permettendo di sfuggire alle logiche di livellamento del mercato; a livello di canale di vendita, permettendo di rafforzare i canali esistenti e di aprirne di nuovi, a livello di promozione, permettendo una comunicazione originale e riconoscibile tra le tante offerte.

    Prezzo

    Il Prezzo, oltre che essere in relazione al mercato (il prezzo è determinato dal mercato, non deciso dall'azienda...), deve soddisfare gli obiettivi di crescita dell'azienda non solo legati alla marginalità (es. si può anche vendere con marginalità negativa se l'obiettivo è quello della Brand Awarness). La considerazione più importante nella Gestione del Prezzo è questa: all'interno di un mercato, più la differenziazione è bassa (offerte molto simili) più la leva del prezzo assume importanza. In questi casi infatti il prezzo diventa molto sensibile: a minime variazioni di prezzo corrispondono alte variazioni della domanda. In tutti i mercati comunque, competitivi e non, la forza di un Brand permette di spuntare un prezzo più alto, fino ad arrivare al cosiddetto PREMIUM PRICE: i clienti sono disposti a pagare un prodotto molto al di sopra del prezzo di mercato perché riconoscono un valore (simbolico, di affidabilità e di qualità) al Brand, indipendentemente dal valore intrinseco del prodotto o servizio.
    Le strategie di prezzo principali sono:

    ✓ Prezzo di Scrematura: prezzi elevati applicabili da un brand forte in mercati poco competitivi.
    ✓ Prezzo di Penetrazione: prezzi bassi adottati per espandere la propria quota di mercato.
    ✓ Prezzo Dinamico: prezzi dinamici dove il mercato è caratterizzato da alta volatilità della domanda e alta deperibilità dei prodotti o limiti temporali alla fruizione dei servizi.

    Distribuzione

    La Distribuzione è una leva molto importante perché è legata al servizio di scelta, acquisto e assistenza post-acquisto dei prodotti o dei servizi, qui è fondamentale creare valore per il cliente considerando come tale ogni elemento della catena distributiva. La Leva della Distribuzione è la leva più prossima al cliente, per questo oligopoli formatisi lato distribuzione (vedi OTA nel turismo) permettono di dominare interi mercati agendo sulla sola intermediazione di servizi o servizi accessori ai prodotti (molti turisti non sono clienti fedeli di hotel o di agenzie fisiche, ma lo sono di Booking.com e di Expedia). La Gestione della Distribuzione riguarda la scelta dei canali e delle politiche di vendita ed è conseguenza dell'analisi di mercato, del percorso d'acquisto, del processo di targeting e soprattutto del tipo di prodotto e della forza del brand, in base a queste variabili si possono definire delle strategie di base:

    Più il prodotto è di largo consumo, più si dovrà utilizzare la Grande Distribuzione (GDO): bisogna vendere un alto quantitativo di prodotti e mantenere costante la propria presenza nel mercato. Per abbattere i costi della distribuzione e limitare gli intermediari si utilizzano i GROSSISTI.

    Più il prodotto è esclusivo e il brand è forte (es beni di lusso o altamente tecnologici), meno rivenditori dovranno commercializzarlo per rafforzare la percezione di unicità del prodotto e la possibilità di applicare un premium price.

    Più un brand è debole, più si dovranno delegare le politiche di Promozione delle Vendite al rivenditore ( politiche PUSH). Quando un brand è forte, invece, da una parte deve salvaguardare il suo valore e dall'altra ha il potere di influenzare le scelte dei consumatori prima della situazione d'acquisto. Si attuano in questo caso politiche PULL di promozione delle vendite: il produttore indirizza i consumatori verso determinati punti vendita.

    Più il prodotto o servizio è personalizzabile più si possono adottare strategie di marketing one-to-one dove i RAPPRESENTANTI possono "cucire su misura" il prodotto per il cliente.

    Per quanto riguarda la scelta di un produttore se avere o no dei punti vendita, che possono rappresentare un alto costo per l'azienda, questo è in funzione soprattutto della quota di mercato posseduta e delle risorse dell'azienda:

    Più è alta l'attuale quota di mercato posseduta, più è possibile creare barriere all'entrata attraverso l'apertura di punti vendita.

    Per lo stesso obiettivo, creare delle barriere, un produttore o un rivenditore può espandersi a ritroso nella catena del valore (es. una segheria di marmo che acquista delle prestigiose cave).

    Una delle considerazioni più importanti per le aziende produttrici è che, anche se non si presiede il punto vendita (non si hanno negozi), è importante avere potere decisionale e di controllo sulla gestione dei prodotti e del proprio Brand nel punto vendita affinché venga comunicato in maniera coerente e abbia prominenza sugli scaffali. Un Brand è essenzialmente un insieme di Associazioni che si formano nella mente del consumatore che si aspetta nell'esperienza d'acquisto di ritrovare e rinnovare tali Associazioni. Allo scopo è opportuno creare dei contratti col rivenditore che disciplinano l'utilizzo della marca e/o finanziarne in parte il Visual Merchandising di tutto il punto vendita. Per quanto invece riguarda i servizi accessori all'acquisto, oggi anche i piccoli produttori che decidono di vendere direttamente i propri prodotti, o i piccoli rivenditori, sono costretti ad avere dei Punti di Parità con i servizi offerti dai grandi attori della distribuzione, poiché i consumatori hanno esigenze sempre più alte riguardo ai servizi di guida alla scelta, consegna e assistenza post-acquisto. Questo è la difficoltà maggiore che si incontra nel commercio On-line.

    Promozione

    La Promozione, che molti credono erroneamente sia il "marketing", riguarda la pubblicità dell'offerta aziendale. A seconda del target di riferimento, vanno definiti MEZZI (es. carta stampata, internet, PR, Ambient...) e CANALI (es. rivista di settore, quotidiano, blog, sito vetrina, e-commerce, Google ADS, Sponsorizzazioni Social, Cartellonistica stradale, Promozioni nel punto vendita...); va definito il Budget Totale come parte del budget di tutto il Marketing Mix e redistribuito per ogni canale. Per ogni canale va definito l'investimento e ipotizzato l'utile derivato (ipotesi di ROI). Per campagne on-line, soprattutto se si hanno già serie storiche registrate all'interno del SIM di campagne effettuate nel breve periodo, la stima del ROI (nella promozione si chiama ROAS: Return on Advertising Spend) è abbastanza semplice, per gli altri canali invece, pur essendoci molti strumenti e metriche a disposizione, è una cosa di gran lunga più difficile. Come visto nelle fasi precedenti, la scelta delle metriche con cui prima stimare poi analizzare il ritorno di un investimento, dipende dall'obiettivo dell'investimento, che non è necessariamente economico (es. in fase di lancio di un nuovo prodotto l'obiettivo di una campagna è quello di avere più feedback possibili e non quello di vendere). Prima di individuare mezzi e canali più idonei per il business e per il target, va implementata una strategia di comunicazione di base che dovrà essere coerente su tutti i canali, la cosiddetta Copy Strategy. Facciamo l'esempio di una crema per viso dove andiamo a definire i punti della Copy:

    ✓ Target: il target è stato definito nelle analisi precedenti, ma attenzione! Ogni canale ha le sue specifiche nicchie di mercato, in ogni modo nella Copy Strategy si definisce una strategia di base adattabile ad ogni canale (es. donne tra i 16 e i 26 anni, residenti nel nord Italia che ricercano principalmente creme con principi idratanti e che acquistano soprattutto online creme di largo consumo a basso costo).
    ✓ Promessa (Consumer’s benefit): è il vantaggio che il prodotto promette al consumatore (es. "Mantiene il viso fresco e idratato per 18h").
    ✓ Argomentazione Principale (Reason why): è l’argomento razionale che la pubblicità fornisce per rendere credibili i vantaggi promessi dal prodotto; ci possono essere più reason why, se le promesse sono plurime. Rappresenta la principale (o le principali) caratteristica che differenzia il prodotto dagli altri in commercio (es. "Ha un'altissima concentrazione di lipidi epidermici, fisiologicamente presenti nella pelle").
    ✓ Rafforzativo Enfatico (Supporting evidence): è sia il supporto retorico che avalla la credibilità della promessa, una sorta di promessa supplementare a quella principale (es. "Realizzata con metodi innovativi, mantiene la pelle morbida e luminosa"), sia prove concrete e oggettive che dimostrano la validità di una affermazione (es. "Studi dell'università La Sapienza dimostrano che i lipidi epidermici hanno una capicità di idratazione maggiore del 30% di qualsiasi altro principio attivo".
    ✓ Prova Sociale (Social proof): si basa sulle testimonianze (recensioni, opinioni) e sui numeri delle vendite e dei clienti attualmente serviti. Rappresenta lo strumento di persuasione più forte.
    ✓ Tono della voce: è la modalità espressiva di presentazione dei vantaggi e dei relativi argomenti. Indica lo stile e la personalità che il prodotto vuole assumere, l'atmosfera che la comunicazione vuole creare (es. stile emozionale e amicale con associazioni agli impegni quotidiani).
    ✓ Confezionamento (Treatment): non riferito al packaging ma all'ambientazione scenografica e tutti gli elementi visivi che, insieme al tono della voce, definiscono l'atmosfera e i Simboli principali della promozione. In questo caso, ogni canale avrà il suo confezionamento (es. video di una ragazza che si prepara in casa per andare all'università).

    Acquisita una strategia di comunicazione di base, bisogna lavorare sui canali. In fase di Crescita di prodotto e di sviluppo della Brand Awarness, è opportuno fare campagne su più canali possibili, ma con tempi differenti poiché il ROI è più facile calcolarlo quando c'è una singola campagna attiva, su un singolo canale. Per esempio nel Digital Marketing (così viene spesso definita la pubblicità on-line), che rappresenta un modo efficace di promozione per molti tipi di business, è bene attuare in tempi differenti le varie campagne (SEA, Sponsorizzazioni Social, Direct Marketing). Considerando che anche la SEO rappresenta una promozione on-line di Brand e prodotti, l'ordine con cui fare le campagne dovrebbe essere: SEO, perché va ottimizzata la landing page sfruttata dagli altri canali; Sponsorizzazioni Social, dopo della SEO perché influisce sulle visualizzazioni di pagina e prima della SEA perché è più sostenibile; SEA, dopo la SEO perché ovviamente serve una landing page ottimizzata per farla, e dopo le sponsorizzazioni perché necessita di più risorse magari frutto del ritorno sulle campagne precedenti; Direct Marketing o Email Marketing, come supplemento finale alle altre campagne per riattivare il messaggio persuasivo.

  10. Analisi dei dati

    Dobbiamo innanzitutto dividere i dati in Quantitativi (tutto ciò che può essere misurato) e Qualitativi (tutto ciò che può essere contato).

    Dati Quantitativi

    Un indicatore semplice, utilizzabile per tutte le azioni di marketing, è il ROI (Return on Investment): se investo 200,00 euro e ricavo 300,00 euro il ROI (Utile Derivato/Investimento) sarà (300-200)/200=0,5 ossia per ogni euro investito ottengo 50 centesimi. Per le Campagne si utilizza il ROAS, stessa formula del ROI ma i costi e ricavi sono relativi alla specifica campagna e non per esempio a tutta l'operazione di riposizionamento. IL ROI può essere utilizzato anche per studiare la redditività di ogni canale e di ogni prodotto o categoria di prodotti ed ha, all'interno del SIM, un'importanza relativa: serve a capire se una campagna è più redditizia di un'altra, oppure se una categoria di prodotti, o un segmento di mercato, ha una marginalità più alta di altri. Per avere dati confrontabili bisogna creare una Struttura dei Costi omogenea applicabile ad ogni prodotto (o canale, o asset). Facciamo l'esempio di una piccolissima azienda a dimostrazione che gli strumenti del marketing possano essere applicati anche alle piccole imprese: un fabbro che produce cancelli, porte, ringhiere, grate in ferro in una piccola azienda con pochi operai, che decide di far crescere il proprio business utilizzando gli strumenti del marketing. La prima cosa da fare è capire la redditività di ogni categoria di prodotti: per ogni cancello prodotto, si registrano in maniera sistematica le ore di lavoro e le spese specifiche per realizzarlo; dopo aver definito con esattezza il costo medio di un'ora di lavoro dei propri operai, si registra il numero di cancelli venduti in un determinato periodo e il relativo prezzo di vendita. Dopo un po' di tempo si avrà una buona base dati e tutti gli elementi per calcolare su un foglio Excel il profitto della categoria cancelli (sottoforma di ROI, oppure di Utile Lordo, non ha importanza quale indicatore si utilizza perché ha una funzione principalmente relativa che serve a orientare le azioni di marketing). Ripetendo questa operazione per ogni categoria di prodotti, e ordinando i dati, si otterrà una classifica di redditività. Sarà destinato alla prima categoria, salvo differenti indicazioni provenienti dall'analisi di mercato, sia maggiore budget promozionale sia prominenza alle parole chiave nell'ottimizzazione SEO e in generale come Topic nella pubblicità On-line e Off-line.

    Dati Qualitativi

    Seguendo lo stesso esempio, potremmo mettere, per i soli cancelli effettivamente venduti, il contatto inziale (LEAD) come indicatore del canale di vendita, e creare nel SIM una tabella con righe "Lead Convertiti per Canale" (variabile qualitativa che può avere come modalità per esempio: azienda partner, parenti, amici, passa parola) e colonne "numero di cancelli venduti" il cui valore sarà la Frequenza di Vendita, che rappresenta un indicatore della redditività di ogni canale per la categoria cancelli. È importante anche sapere qual è la frequenza di vendita di un canale per tutti i prodotti, andiamo quindi, dopo aver dato un valore a tutte le categorie di prodotto, a costruire un Numero Indice dato dalla somma dei valori di ogni canale. Se si è bravi e sistematici nel registrare tutto, su Excel su un CRM o su altro software, si possono ricavare anche molti altri importanti indicatori, per esempio, registrando tutti i contatti (preventivi, proposte verbali, telefonate...) si può conoscere il Tasso di Conversione per ogni canale.

    Ogni strategia di marketing ha i propri indicatori che devono andare a misurare le performance rispetto agli obiettivi, per esempio durante la fase di lancio di un prodotto, dove la leva della promozione è molto importante, il volume di vendite ha minore importanza rispetto al tasso di conversione agli acquisti o altri KPI di scalabilità del Business (vedi per esempio gli indicatori per testare il Product Market Fit nel Piano di Marketing per Startup).


    Piano di Marketing per Startup

    Se i prodotti o i servizi non si differenziano da quelli già presenti nel mercato, il lancio di una nuova azienda è più difficile ed anche il Piano di Marketing diventa più lungo poiché va fatto un ampio studio del mercato e dei competitor. Nel caso di Startup innovative, o nel caso in cui un’azienda già avviata proponga un prodotto innovativo, si può adottare invece un piano snello (Metodo Lean) veloce da realizzare e da mettere in pratica, basato principalmente su Ipotesti e Test per validarle.

    Metodo Lean, Velocità e Contenimento dei costi

    Non si può sapere se le caratteristiche del prodotto sono quelle giuste per il mercato, si può solo ipotizzarlo, quindi vanno fatti test veloci su un MVP (Minimum Viable Product) ovvero un prodotto con funzionalità minime con caratteristiche appena sufficienti a soddisfare i bisogni dei consumatori. L’obiettivo è quello di limitare i costi di produzione per non andare a spendere su caratteristiche non richieste dal mercato e testare velocemente le funzionalità per capire se viene apprezzato dai consumatori (Product Solution Fit), gli unici che possono validarne la capacità di soddisfare i loro bisogni

    Problem Solution Fit (Validazione del problema)

    dopo aver definito:

    ✓ Value Proposition (Elenco di tutti i benefici del prodotto)

    ✓ Unique Selling Proposition (Qual è il benefico più importante del prodotto)

    Si ipotizza:

    ✓ Chi sono i potenziali clienti

    ✓ Quali sono i problemi più importanti che il prodotto va a risolvere

    Si testano le ipotesi:

    intervistando, parlando e osservando i presunti clienti, ai quali si chiede se hanno quel determinato problema/bisogno e come lo risolvono attualmente. Durante le interviste si raccolgono dati psico-demografici (età, sesso, titolo di studio, valori, opinioni…) e comportamentali (quali prodotti utilizzano attualmente e perché, dove li acquistano…). Per avere feedback dai potenziali clienti si possono utilizzare, oltre alle interviste, Landing Page oppure si possono fare domande sui Blog e sui gruppi nei Social.

    Si mostra la soluzione e si raccolgono le reazioni:

    dopo aver preparato un MVP, o in alcuni casi senza neanche aver sviluppato il prodotto o il servizio, si mostra la soluzione ai potenziali clienti per osservare la loro reazione. Anche qui, oltre alle interviste, possono essere usate delle Brochure o delle Landing Page e per i prodotti tecnologici dei prototipi. Nel caso il prodotto sia poco o per niente sviluppato si possono usare queste tecniche:

    ✓ Pre-ordini: si può testare la domanda di mercato dando la possibilità ai clienti di registrarsi in una lista d’attesa per ricevere il prodotto.

    ✓ Smoke Test: creando una Landing Page, pagina di destinazione da Ads, Sponsorizzazioni, Articoli, Email che sponsorizzano il prodotto, che invece di mostrarlo, o permetterne l’acquisto, ne presenta le caratteristiche principali. Una volta sulla pagina, si cercano di coinvolgere i potenziali clienti chiedendogli quali caratteristiche vorrebbero fossero sviluppate tramite inviti all’azione tipo: “Aiutaci a sviluppare il prodotto, quali funzionalità vorresti aggiungere? …”.

    Gli smoke test possono essere utilizzati anche per Test A/B: due differenti Landing Page che presentano il prodotto con caratteristiche diverse. Vengono registrate le reazioni dei clienti all’una e all’altra Landing.

    ✓ Materiale Pubblicitario: brochure da presentare di persona ai potenziali clienti.

    ✓ “Mago di Oz” e “Concierge” Test: si mostra il prodotto ai clienti attivandone le funzionalità manualmente, il primo test si riferisce a quando si può nascondere l’azione umana, il secondo quando è palese che il prodotto viene azionato manualmente.


    Product Market Fit (Validazione del mercato)

    Se dai test precedenti, almeno il 30-40% dei potenziali clienti mostra interesse nel prodotto, si procede a testare il mercato. Studiando i dati delle interviste e dei test precedenti, si definiscono i segmenti target e si pubblicizza il MVP su differenti canali promovendone la vendita. Non saranno le vendite o il numero di clienti acquisiti a farci capire se il prodotto ha trovato un mercato fiorente, perché sono soltanto frutto della pubblicità. Le metriche più importanti per “Validare il Mercato” sono:

    ✓ Passa parola: sì, non è un indicatore misurabile, ma raccogliendo i giudizi dei clienti e analizzando le metriche delle sponsorizzazioni online, dove è possibile tracciare il percorso dall’annuncio all’acquisto, si può capire il “Sentimento” dei clienti nei confronti del prodotto e, se le vendite ad un certo punto aumentano in maniera vistosa, più di quanto previsto dal tasso di conversione delle sponsorizzazioni, significa che gli stessi clienti “Early Adopter” lo stanno consigliando ad altri consumatori. Quest’ultimo fattore indica che si sta “Scalando” il Business perché mantenendo costante l’investimento in Ads si ottengono col tempo risultati progressivamente migliori.
    ✓ CAC: questa situazione è misurabile con il CAC, costo di acquisizione di un singolo cliente (Customer Acquisition Cost): Costi Totali di Acquisizione/ Numero nuovi clienti. I costi si riferiscono a tutti i costi di vendita e di marketing che diminuiscono grazie ad una crescita “Organica” (non indotta dalla pubblicità) del mercato.
    ✓ Net Promoter Score (NPS): % Promotori - % Detrattori. Basato sulla risposta alla domanda: Considerando la tua esperienza con la nostra azienda (o il nostro prodotto/servizio), quanto è probabile che ci raccomanderesti a un amico o collega? Viene considerato dagli esperti di Psico-Marketing un buon valore il 40%.
    ✓ Tasso di Conversione degli Annunci: nella promozione On-line (visualizzazioni/impression), al di là dell’efficacia di una campagna settata bene, il tasso di conversione degli annunci indica il grado di interesse nel prodotto.
    ✓ Tasso di conversione agli Acquisti: (n acquisti/n visite) sia On-line che Off-line dove per visite si intendono telefonate, preventivi, richieste di informazioni sul prodotto.
    ✓ Tasso di abbandono (Churn Rate): numero clienti persi/numero clienti all’inizio del periodo, indica quanti clienti si stanno perdendo in un determinato periodo. Indicatore molto importante per le startup che hanno un business di tipo “Ricorrente” che si basa sull’acquisto ricorrente del prodotto.

    Altre metriche come Follower, Totale Clienti, Numero di Visitatori del Sito e lo stesso Profitto, sono meno importanti quando si cerca di raggiungere il Product Market Fit perché sono tutte in relazione (influenzate) alla spesa pubblicitaria: la differenza tra il numero di vendite durante campagne attive e il tasso di conversione dell’annuncio, è che il primo dato è un valore assoluto funzione della pubblicità, il secondo è un valore relativo indicatore di interesse, perché l’annuncio viene scelto tra tanti annunci e se questi fossero 100, 1000 o 10.000, non cambierebbero il valore dell’indicatore, come cambierebbe invece il numero di vendite. Stesso discorso per le altre metriche di “Vanità”.

PREZZI

Il costo di un Piano di Marketing dipende da molti fattori: presenza di dati già organizzati, grandezza dell'azienda, obiettivi di marketing, tempistiche per raggiungerli, livello di collaborazione fornita. Indicativamente si parte da 3.000,00 euro IVA INCL. (regime forfettario)

Richiedi Piano

CONSULENZA DI MARKETING

Offro due tipi di consulenze:

✔ Affiancamento all’azienda per la realizzazione di un Piano di Marketing.

✔ Consulenza “Lampo” dove offro una serie di consigli di marketing strategico e/o operativo durante un breve incontro di persona o telefonico di circa un’ora, oppure una breve relazione scritta che risponde a determinate domande. Una breve consulenza può aiutare a fugare dubbi specifici o ad acquisire conoscenze per poi scegliere in maniera autonoma con più consapevolezza.

  • Consulenza Prolungata

  • Piano di Marketing
  • Definizione Operativa
  • Raggiungimento Obiettivi
  • da euro 3.000,00 (IVA Incl.)
  • Consulenza Lampo

  • Marketing
  • Brand Management
  • Web-Marketing
  • euro 100,00 (IVA Incl.)
Richiedi Consulenza

PRESTASHOP E-COMMERCE

Il CMS Prestashop rappresenta una soluzione completa per la creazione di e-commerce: fornisce, già nella versione gratuita di base, quasi tutte le funzionalità per la gestione di un negozio on-line. Altre funzionalità possono essere aggiunte tramite gli ADDONS acquistabili sugli store ufficiali e non, o sviluppabili da un programmatore essendo Prestashop un progetto Open Source. Tra i principali pregi di Prestashop ci sono la facilità di utilizzo del pannello di controllo e la velocità.

Prestashop, principali caratteristiche della versione di base

  • Gestione dei clienti integrata nel pannello di controllo (richieste, ordini, resi, ticket).
  • Strumenti di marketing: statistiche; connessione a Google Analytics e Google Merchant Center.
  • Strumenti di vendita: PayPal (permette anche l'acquisto direttamente da carta di credito senza che il cliente abbia account PayPal); bonifico.
  • Catalogo organizzato in categorie/sottocategorie/prodotti.
  • Prodotti con ATTRIBUTI (caratteristiche delle varianti) e FUNZIONALITÀ (caratteristiche comuni a tutte le varianti).
  • Gestione del magazzino.
  • Scontistiche personalizzabili per gruppi di clienti.
  • Il codice con cui è creato ha una buona ottimizzazione SEO.

Cose da sapere prima di aprire un ecommerce

Prima di decidere se aprirlo

  • CONDITIO SINE QUA NON: avere prodotti in grado di puntare a segmenti-target di NICCHIA e/o la possibilità di competere sul prezzo.
  • Bisogna fare un Piano di Marketing apposito e un Business Plan per E-commerce per capire se i prodotti possono soddisfare i bisogni dei consumatori e i trend di mercato; per capire quanto investono i competitor e definire il budget iniziale.
  • N.B. Non tutte le aziende hanno i requisiti per il commercio On-line, è fortemente consigliata una consulenza preliminare.

Cose da fare per il lancio di un ecommerce

  • Scegliere la piattaforma in base agli obiettivi di marketing
  • Definire strumenti di pagamento e servizi di consegna
  • Definire un sistema di logistica e gestione delle scorte
  • Definire la struttura del sito e le caratteristiche dei prodotti: organizzare il catalogo in categorie e sottocategorie; definire le specifiche dei prodotti (brand, codici SKU, Codici EAN, ISIN ecc, prezzi, eventuali sconti per quantità); definire le caratteristiche più frequenti dei prodotti (che poi verranno classificate in ATTRIBUTI e FUNZIONALITÀ)
  • Creare i contenuti: indipendentemente dalla piattaforma, devono essere prodotte foto, video e testi originali. Importantissime sono le schede prodotto: ad ogni prodotto va assegnata una pagina che deve contenere più informazioni possibili dello stesso
  • Sviluppare grafica e funzionalità del sito in base agli obiettivi di marketing
  • Ottimizzare i contenuti con la SEO specifica per ecommerce

LA MIA OFFERTA


✔ Consulenza di MARKETING
✔ Ecommerce con Prestashop
✔ SEO + SEA TEST


PREZZI

Offerta servizi integrati a partire da 8.000,00 euro IVA INCL. (regime forfettario)
Questo è un esempio di progetto e-commerce BtoB realizzato con Prestashop (layout e struttura).

Esempio di Prestashop E-commerce

  • MKTG

  • Consulenza MKTG
  • Piano MKTG per E-commerce
  • Business Plan per E-commerce
  • OBIETTIVI
  • ECOMMERCE

  • Prestashop E-commerce
  • SEO
  • SEA TEST per il lancio*
  • PERFORMANCE
Richiedi Ecommerce

*La SEA per il lancio sono 2 campagne Google Ads (di solito SEARCH e PMAX) e 2 Sponsorizzazioni META (Facebook e Instagram). Servono per implementare e testare gli strumenti di monitoraggio delle campagne (FEED per Google Merchant Center, Tag di Google e Pixel Meta) e per aggiustare il budget necessario per la SEA, il mio lavoro tecnico è incluso nel prezzo dell'eCommerce, il budget per queste campagne invece sarà di circa 1.000,00 euro complessivi.

SEA: Search Engine Advertising

Con la SEO si ottiene la pubblicità (visibilità) gratuita, con la SEA, invece, l'inserzionista paga per ogni click sull'annuncio:

Tutti i tipi di Campagne sono Pay Per Click

Google Ads come funziona

Le campagne PPC su Google AdWords sono la pubblicità su Google, YouTube e sui siti partner di Google (siti che ospitano la pubblicità di Google). Le reti dove possono essere visualizzati gli annunci sono differenti e ognuna corrisponde a uno o più obiettivi di marketing, nello specifico:

Campagne Google Ads

Tipi di campagne Google Ads, reti di posizionamento e obiettivi
  • CAMPAGNE SULLA RETE DI RICERCA: annunci testuali (testi e link) che si posizionano nella parte alta* e in fondo alla pagina dei risultati del motore di ricerca (SERP) quando viene digitata una parola chiave: una parola o una frase, per esempio: “Scarpe eleganti da uomo nere”. Sono campagne che possono soddisfare principalmente due obiettivi di marketing: BRAND AWARNESS (conoscenza di Brand e prodotti) e VENDITE.

    *\TIP\ per qualsiasi pubblicità e strategia di persuasione, è bene mettere le informazioni più importanti all'inizio e alla fine perché sono le informazioni che ricordiamo meglio: creano una cornice (EFFETTO FRAMING) rispetto al resto del contenuto che richiama l'attenzione su cose percepite come più importanti e che influenzano l'elaborazione di tutto il contenuto. Per questo Google posiziona all'inizio e alla fine della SERP gli annunci.

  • CAMPAGNE SHOPPING: gli annunci vengono presentati nella parte alta della SERP e, a seconda del dispositivo, a destra e in fondo ai risultati organici. La SERP di Google ha anche una sezione Shopping apposita, dove anche qui in alto e in fondo alla pagina si trovano gli annunci (tutti gli annunci vengono presentati col prefisso “Sponsorizzazioni”). Le campagne shopping sono orientate alla VENDITA, gli annunci infatti sono relativi a singoli prodotti con tanto di nome prodotto e venditore, prezzo di costo e spedizione e, quando presenti, recensioni. Le campagne "Shopping" Sono fondamentali per la promozione degli e-commerce.
  • CAMPAGNE SULLA RETE DISPLAY: le inserzioni (banner con testi, immagini, video) vengono posizionate all’interno dei siti che ospitano la pubblicità di Google. Questi annunci hanno come obiettivi principali la Brand Awarness e la LEAD GENERATION (stimolare interesse in potenziali acquirenti). Le campagne display possono essere attivate anche da una campagne sulla rete di ricerca: mentre navighiamo dopo aver digitato una parola chiave ci viene proposto un banner all’interno di un sito nel quale siamo entrati senza cliccare nessuna sponsorizzazione.
  • CAMPAGNE DISCOVERY: la sezione DISCOVER è, quando navighiamo da mobile, quella parte sotto il motore di ricerca che ci propone CONTENUTI PERSONALIZZATI. Per visualizzarli dobbiamo aver dato il consenso a Google che grazie al MACHINE LEARNING ci profila in base alla nostra navigazione. Hanno come obiettivo principale la Brand Awarness.
  • CAMPAGNE YouTube: gli annunci (video o banner con testi, immagini) vengono posizionati all’interno dei video o nella SERP di YouTube. Questi annunci hanno come obiettivi principali la Lead Generation e la Brand Awarness.
  • CAMPAGNE GMAIL: le inserzioni vengono posizionate tra le email sotto forma di piccoli banner e hanno come obiettivi principali la Lead Generation e la Brand Awarness.
  • CAMPAGNE GOOGLE MAPS: sfruttano la geolocalizzazione che può essere attivata dalla prossimità del dispositivo ad un negozio o punto di interesse quando una parola chiave, che contiene il nome di un servizio, di un prodotto, di una località o di punto di interesse, viene digitata sul motore di ricerca. Le sponsorizzazioni vengono presentate sotto forma di lista e vengono anche evidenziate nella mappa di Google Maps. Queste campagne hanno come obiettivi principali la Vendita e la Lead Generation.

Campagne classiche e campagne che utilizzano AI e Machine Learning

In realtà le campagne non vengono presentate così nel nostro account di AdWords ma sono sempre più un mix di quelle elencate e si va verso l’automazione col MACHINE LEARNING e l’AI.

Tipi di Campagne Google Ads
Tipi di Campagne Google Ads

Le campagne classiche si basano sul lavoro umano nella scelta di keywords, del target e della spesa pubblicitaria. Gli annunci vengono pubblicati sulle reti di ricerca solo quando vengono attivati da una parola chiave di cui si può allargare o restringere il campo semantico a seconda degli scopi. Il controllo su questi tipi di campagne avviene anche sul costo massimo per ogni click e sui segmenti target. Da qualche anno Google ha introdotto campagne automatizzate dove viene delegata al bot la scelta di parole chiave, costo per click e target. Google afferma che la campagna più efficace ed efficiente è la PERFORMANCE MAX.

CAMPAGNA PERFORMANCE MAX

Le campagne Performance Max utilizzano AI e Machine Learning di Google: non bisogna definire parole chiave a monte, ma è Google che apprende dalla campagna stessa informazioni su: quanto spendere per ogni click per raggiungere gli obiettivi della campagna con lo SMART BIDDING; quali sono i tuoi segmenti TARGET e quali sono gli annunci più adatti per ogni segmento; quali sono i tuoi COMPERTITOR (siti concorrenti); definisce anche quali sono le parole chiave per la rete di ricerca. Queste campagne sfruttano tutte le reti di Google (SEARCH, DISPLAY, GMAIL, DISCOVERY, APP, MAPS, SHOPPING, YUTUBE) con tutti i tipi di annunci possibili (testi, link, immagini, video, feed dei prodotti). Danno la possibilità di raggiungere più volte i segmenti-target facendo una sorta di FUNNEL MARKETING AUTOMATIZZATO per la LEAD GENERATION. Sono le campagne tra le più utilizzate soprattutto per gli e-commerce. Lo svantaggio ovvio è quello di non avere potere sulla scelta di parole chiave/target e sul CPC (costo per click). La strategia migliore è quella di usarle insieme ad un’altra campagna di tipo SEARCH per confrontarne risultati e spesa. Per quanto riguarda i risultati (le CONVERSIONI) bisogna stare molto attenti a settare gli obiettivi e i tag di monitoraggio perché la campagna modula la spesa in base ai CPA (COST PER ACTION) come visualizzazioni, contatti e vendite.

SEA specifica per eCommerce

  • CONNESSIONE SEO E SEA: una delle pratiche fondamentali SEO sempre più richiesta da Google è il markup dei dati strutturati; informazioni aggiuntive inserite all'interno codice della pagina affinché i motori di ricerca possano elaborare meglio le informazioni e le offerte contenute nella stessa. Alcune di queste informazioni vengono presentate nella SERP sottoforma di RICH SNIPPET (informazioni aggiuntive rispetto a TITOLO, URL e DESCRIZIONE della pagina).

    Esempio di Rich Snippet

    Esempio di Rich Snippet

    Rich Snippet con Review

    Esempio di Rich Snippet con Review

  • FEED DEI PRODOTTI: gli stessi dati strutturati sono fondamentali per la costruzione del FEED (file xml contenente tutte le informazioni relative ai prodotti) da inviare a Google per la realizzazione di campagne SHOPPING.

    Esempio di Campagna Shopping

    Esempio di Campagna Shopping

Richiedi SEA

SITI VETRINA IN CODICE, Perché?

Per evitare il paradosso del realizzare siti statici che hanno bisogno di continua manutenzione.

Un SITO WEB VETRINA è un sito composto da pagine statiche che ha come obiettivo principale quello di promuovere BRAND, PRODOTTI E SERVIZI aziendali senza interagire, se non tramite moduli di contatto, con gli utenti. Un sito realizzato in codice (Html, CSS, JavaScript e PHP) presenta alcuni vantaggi rispetto ai siti vetrina realizzati con CMS come Wordpress e Joomla.

Siti in codice, VANTAGGI

  • SICUREZZA: sono più sicuri perché non hanno punti di accesso come i DATABASE e i PLUGIN che servono a far funzionare i CMS. La maggior parte dei siti Wordpress non aggiornati, versione WP e Plugin, vengono "bucati" (hackerati).
  • MANUTENZIONE: non hanno bisogno di manutenzione, sen non di uno sporadico controllo delle funzionalità.
  • PIENO CONTROLLO DELLA SEO: si possono implementare le ottimizzazioni senza utilizzare plugin le cui funzionalità spesso non corrispondono alle nostre esigenze.
  • UI e UX, PIENO CONTROLLO DEL LAYOUT: non utilizzando Template preconfezionati, si può implementare la grafica per un'esperienza ottimale degli utenti.

I siti realizzati in puro html, CSS, JavaScript e PHP hanno anche degli svantaggi.

Svantaggi dei SITI REALIZZATI IN CODICE

  • PREZZO: inizialmente, nella fase di ideazione e creazione, sono più costosi poiché richiedono più tempo e competenze per realizzarli.
  • IMPLEMENTAZIONE FUNZIONALITÀ: una volta creati richiedono più tempo e denaro per aggiungere funzionalità aggiuntive.
  • AGGIUNTA CONTENUTI: fermo restando che per aggiungere dei buoni contenuti, sia dal punto di vista grafico sia dal punto di vista SEO, anche se si utilizza un CMS, ci sia bisogno di un tecnico (SEO e/o GRAFICO e/o SVILUPPATORE), lavorare sul codice del sito è più difficile (non impossibile) per un "non addetto ai lavori".

Siti in puro Html, CSS, JavaScript, PHP, PERCHÉ SCEGLIERLI?

  • UNICO INVESTIMENTO: non avendo bisogno di manutenzione, non hanno bisogno di grandi investimenti successivi alla creazione, inoltre i piccoli inserimenti di testo e immagini, se non stravolgono il layout, sono spesso ricompresi nella FEE DI GESTIONE ANNUALE.
  • PULIZIA DEL CODICE: i siti fatti con CMS e i plugin che ne permettono le funzionalità, hanno al loro interno molti pezzi di codice preconfezionati che a volte impediscono la corretta lettura del codice da parte dei motori di ricerca e possono dare problemi di grafica e SEO. I bravi Web-designer che utilizzano i CMS sono in grado di limitare queste problematiche, ma i bravi web-designer, GIUSTAMENTE! hanno un tariffario da programmatore e il sito viene a costare come un sito realizzato in codice.

Vale la pena farsi fare un sito con CMS che ha bisogno di manutenzione allo stesso prezzo di un sito fatto in CODICE CHE NON HA BISOGNO DI MANUTENZIONE?

LA MIA OFFERTA


✔ Consulenza di MARKETING
✔ Sito Vetrina in CODICE + Server
✔ SEO

PREZZI

Offerta servizi integrati a partire da 2.000,00 euro IVA INCL. (regime forfettario)
Questo che vedi è un sito in codice realizzato da me.
Quest' altro invece è un sito più "classico" sempre realizzato da me in codice.

Esempio di sito creato in codice
  • MKTG

  • Consulenza MKTG
  • Piano MKTG per sito
  • OBIETTIVI
  • SITO + SERVER*

  • Sito in Codice**
  • Server + CDN
  • Dominio
  • Caselle Email
  • PERFORMANCE
  • SEO

  • Pianificazione
  • Implementazione
  • Analisi
  • RISULTATI
Richiedi Sito

*Il costo del SERVER con integrato il CDN (Content Delivery Network), il dominio e le caselle email sono inclusi nel prezzo per il primo anno. Dal secondo anno il costo annuale per SEVER/DOMINIO/EMAIL/ANALISI SEO/AGGIUNTA PICCOLI CONTENUTI che non influiscono sul LAYOUT è di 200,00 euro IVA INCL.

SEO On-Page: ottimizzazione delle pagine del sito

Perché la SEO?

Posizionarsi su Google è sempre più difficile: a causa della crescente quantità di siti online, nel 2024 Google afferma di riuscire a scansionare, quindi a INDICIZZARE e POSIZIONARE meno del 20% delle pagine rilevate dal motore di ricerca. La SEO è pertanto obbligatoria se si vuole che il proprio sito venga trovato online.

La SEO On-Page è meglio affrontarla al momento della creazione del sito perché modifica, oltre al codice, TESTI, IMMAGINI e quindi il LAYOUT del sito. Affrontarla successivamente può comportare grandi modifiche al sito e spendere due volte soldi per la stessa pagina. La SEO Off-Page riguarda invece principalmente la LINK BUILDING ed è altrettanto importante, ma non riguarda il CODICE del sito: serve a rimandare su determinati CONTENUTI del sito, tramite link, utenti che visitano altri siti o social network, pertanto bisogna affrontarla successivamente alla creazione del sito.

Obiettivi della SEO On-page

  • Raggiungere un minimo di circa 15 visualizzazioni di nuovi utenti al giorno dopo circa 6-12 mesi dalla creazione del sito (o dall'implementazione SEO), per farlo bisogna entrare nelle prime 10 posizioni nella SERP (prima pagina) per differenti parole chiave.
  • Raggiungere, per determinati mercati (dipende dal search intent e dalla serp relativa), il BOX ZERO: nella SERP viene mostrata la scheda di Google My Business dell'azienda quando si effettua la ricerca con determinate parole chiave.

Step per la SEO On-Page, 3 COSE CHE FACCIO PER IL TUO SITO:

1

Pianificazione PAROLE CHIAVE e Ottimizzazione del CODICE

  • Analisi e Pianificazione delle Parole Chiave: Analisi Keyword Difficulty; Analisi delle SERP (Search Intent e Benchmarking dei siti Competitor); Scelta delle Parole Chiave.
  • Implementazione dei Meta Tag e degli Open Graph all’interno del CODICE del sito.
  • Correzione testi in ottica SEO (prominenza e densità delle parole chiave).
  • Creazione link interni e URL “Parlanti”.
  • Ottimizzazione del CODICE con Heading Tag per i testi e Alt Tag per le immagini.
  • Markup dei dati strutturati.
  • Validazione W3C (WORLD WIDE WEB CONSORTIUM) di html e CSS, e correzione errori.
  • Ottimizzazione del CODICE html, CSS e JavaScript per le prestazioni del sito (Ottimizzazione dei Core Vitals di Google).
  • Controllo e ottimizzazione UX (User Experience) sui vari dispositivi desk e mobile, e sui vari browser.
  • Ottimizzazione del Server
  • Analisi e Ottimizzazione dei link interni.
  • Creazione di Sitemap per pagine e immagini.

2

Implementazioni per Monitoraggio e Aggiustamenti SEO

  • Inserimento e Implementazione dei Tag di Google per la rilevazione dei KPI (Tag Manager o Tag di Google Analytics4).
  • Attivazione tag per Google Search Console e Bing Webmaster Tool.
  • Inserimento delle Sitemap in Google Search Console e Bing Webmaster Tool.
  • Gestione della Search Console di Google: verifica e correzione della copertura delle URL nell’indice di Google; verifica e correzione delle Url (Url Canonical e Url da declassare nella SERP); verifica e correzione del Markup dei dati strutturati; correzione degli errori rilevati da Google.

3

Analisi SEO

  • Analisi KPI: Click, Impression, CTR, Frequenza di Rimbalzo, Esperienza sulle pagine, Sorgenti di Traffico, Demografia e dispositivi del pubblico, Posizionamento pagine e Parole Chiave, Link Interni e Link Esterni.

Marketing e SEO

Non si può fare l’ottimizzazione di un sito senza prima affrontare uno studio di marketing perché le tecniche SEO servono a far emergere delle parole chiave che corrispondono ai prodotti o ai servizi ai quali un’azienda vuol dare rilevanza in base ai propri obiettivi di marketing. Inoltre le aziende hanno molti prodotti e servizi e, se si cerca di dare la stessa prominenza a tutti senza aumentare la spesa per la SEO, se ne diminuisce l’efficacia. Per questo vanno ben valutati budget e obiettivi di marketing prima della realizzazione di un sito e della sua ottimizzazione.


CONTENT IS KING

Non ho scritto lunghi contenuti di marketing in due pagine di sito perché ero costretto, potevo cavarmela con un quinto dei contenuti e magari qualche immagine in più. L'ho fatto perché, oltre ad apprezzare i professionisti che spiegano ciò che fanno, gli utenti stiano più tempo possibile sulle pagine (anche per questo nella home ci sono infografiche originali e non immagini rubacchiate sul web). Questa è una delle metriche SEO più importanti: il tempo che un utente resta su una pagina. Altrettanto importanti sono le Parole Chiave presenti nei testi e come sono utilizzate affinché Google serva il sito al mio target di clienti. Se richiedete la realizzazione del sito oppure il servizio di SEO On-page, sappiate che la prima cosa, la stesura di testi lunghi, originali e interessanti per i vostri target (questo vale anche per le schede prodotto negli e-commerce), dovrete farla voi. Ad aiutarvi a definire gli obiettivi di marketing, i topic, le parole chiave e a implementare tutte le tecniche di ottimizzazione, ci penso invece io.

Richiedi SEO

HOTEL MARKETING

CONSULENZA DI REVENUE MANAGEMENT

Credo non si debbano esternalizzare importanti processi aziendali come la gestione dei prezzi, dei canali, dei costi e tutto ciò che riguarda l'organizzazione aziendale. Un consulente esterno però, dove ci sono difficoltà o mancanza di conoscenze per gestire al meglio il REVENUE di una struttura, può essere di grande aiuto nel formare lo staff a LAVORARE PER OBIETTIVI.

La mia consulenza riguarda principalmente un aspetto: formare lo staff a LAVORARE PER OBIETTIVI.

Lavorare per obiettivi

I processi e gli strumenti fondamentali per lavorare per obiettivi sono:

  • DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI: definire gli obiettivi a breve e lungo termine.
  • FORECAST: file fondamentale per prevedere il fatturato mensile e gestire i prezzi dinamici.
  • FOGLIO SPESE: file fondamentale per ottimizzare le spese e che, integrato con i ricavi, ci guida verso la stima del profitto.
  • STANDARDIZZAZIONE DI RUOLI E MANSIONI: definire in maniera chiara ruoli e mansioni delle risorse.

PREZZI

Servizio in affiancamento aziendale a partire 2.000,00 euro IVA INCL. (regime forfettario)

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DISINTERMEDIAZIONE

La mia offerta si divide in STRUMENTI INDISPENSABILI e SERVIZI AGGIUNTIVI

Disintermediazione, strumenti indispensabili

  • SCHEDA GOOGLE MY BUSINESS BEN CURATA E SEMPRE AGGIORNATA: la scheda dell’hotel deve essere presente nella SERP di Google quando si ricerca il nome dell’hotel e su GOOGLE MAPS quando i clienti cercano un hotel geolocalizzando la posizione. Lo stesso vale per la SCHEDA BING PLACES FOR BUSINESS.
  • SITO INTERNET CON BOOKING ENGINE INTEGRATO: un sito internet che permetta un’esperienza di prenotazione uguale a quella delle OTA, sia da mobile sia da desktop, che contenga in maniera chiara tutte le informazioni sulla struttura e sulle politiche di pagamento e cancellazione.
  • GOOGLE FREE LISTING: mostrare le tariffe del sito ufficiale sotto la scheda Google My Business col relativo link allo stesso.
  • OTTIMIZZAZIONE SEO E MARKUP SPECIFICO PER HOTEL DEI DATI STRUTTURATI: la SEO per i siti di Hotel che si trovano in grandi attrazioni turistiche non ha molta efficacia perché la SERP di Google viene riempita da sponsorizzazioni OTA e perché c’è troppa competizione sulle parole chiave nella ricerca organica, ma è sempre bene curarla per aumentare le visualizzazioni sul sito ufficiale. Per gli hotel che si trovano in un mercato poco competitivo, invece, l’ottimizzazione SEO può dare grandi risultati.

Questi sono gli strumenti a basso costo (sostenibili) che, se ben implementati, possono far raggiungere un’alta percentuale di prenotazioni dirette. Bisogna però conoscere bene i propri obiettivi e i propri limiti: per le prenotazioni che arrivano dal sito, e per tutte quelle che arrivano grazie ai contatti generati dalla scheda Google My Busyness, l’intera gestione del cliente sarà a carico del personale della reception.

SERVIZI AGGIUNTIVI

Le grandi strutture, che lavorano su molti segmenti di mercato e che puntano alla fidelizzazione del cliente, possono aggiungere questi servizi:

Disintermediazione, servizi aggiuntivi

  • GOOGLE ADS: campagne (annunci) sulla rete di ricerca, rete display e su YouTube.
  • GOOGLE HOTEL PRICE ADS: per far comparire il sito ufficiale dell’hotel nei primi risultati (quelli sponsorizzati) nel comparatore di prezzi di Google (Utilizzando Google Free Listing invece si compare in basso).
  • METASEARCH: sponsorizzazioni sui portali come TRIVAGO.
  • CAMPAGNE SOCIAL: Campagne Facebook e Instagram.
  • E-MAIL MARKETING: Newsletter differenziata per segmenti-target e con differenti obiettivi, principalmente Retention Marketing e Promozioni.

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BUSINESS PLAN

È un servizio per imprenditori che hanno già individuato la struttura ricettiva da acquistare o affittare e vogliono fare un’analisi del mercato con numeri reali e attuali che possano aiutare nella compilazione del Conto Economico per il Business Plan. Inoltre è una consulenza per individuare i POD (punti di parità con i competitor, vedi Piano di Marketing) indispensabili per la fattibilità del Business, nonché eventuali strategie di differenziazione.

LA MIA OFFERTA


✔ Sopralluogo (solo su Roma)
✔ Biz Plan Conto Economico


Business Plan, saresti in grado di mettere i valori al posto del punto interrogativo?

Business Plan Per Piccole Strutture
Business Plan Per Piccole Strutture

Questo servizio ha lo scopo di aiutarti a compilare la parte del Business Plan relativa alla previsione di Spesa e Fatturato.

PREZZO

Servizio a partire da 500,00 euro IVA INCL. (regime forfettario)

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SITO PER HOTEL IN CODICE

Un sito per hotel creato in codice, oltre avere tutti i vantaggi dei SITI VETRINA creati con html, CSS, JavaScript e PHP, permette di poter inserire e lavorare graficamente il BOOKING ENGINE con layout e forme grafiche professionali, dando un'esperienza di prenotazione ottimale sia da desk sia da mobile.

LA MIA OFFERTA


✔ Consulenza di REVENUE
✔ Sito Hotel in CODICE + Server
✔ SEO per Hotel


PREZZI

Offerta servizi integrati a partire da 1.500,00 euro IVA INCL. (regime forfettario)
Questo è un sito per hotel in codice realizzato da me.

Esempio di Sito per Hotel

  • REVENUE

  • Consulenza REVENUE
  • Consulenza DISINTERMEDIAZIONE
  • OBIETTIVI
  • SITO + SERVER*

  • Sito in Codice**
  • Server + CDN
  • Dominio
  • Caselle Email
  • PERFORMANCE
  • SEO per Hotel

  • Pianificazione
  • Implementazione
  • Analisi
  • RISULTATI
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*Il costo del SERVER con integrato il CDN (Content Delivery Network), il dominio e le caselle email sono inclusi nel prezzo per il primo anno. Dal secondo anno il costo annuale per SEVER/DOMINIO/EMAIL/ANALISI SEO/AGGIUNTA PICCOLI CONTENUTI che non influiscono sul LAYOUT è di 200,00 euro IVA INCL.
**La lavorazione grafica del booking engine è inclusa nel prezzo, mentre è escluso il costo del motore di ricerca.

SOFTWARE

PMS, Booking Engine e Channel Manager su misura per la tua struttura

Grazie ad un’esperienza di 16 anni nel settore Hotellerie, posso guidarvi nella scelta del software più adatto alle caratteristiche del vostro business, segnalandovi la soluzione migliore in base alla grandezza della vostra azienda, del vostro budget e del vostro mercato di riferimento.

Hospitality

Software per Hotel

Software per Hotel

BOOKING ENGINE

CHANNEL MANAGER

PMS HOTEL

PMS MULTISTRUTTURA

PMS ALL IN ONE

Negozi

Software per Negozi

Software per Negozi

GESTIONE MAGAZZINO

CARICO/SCARICO MERCI

INTERFACCIAMENTO STAMPANTI FISCALI

Ristoranti

Software per Ristoranti

Software per Ristoranti

SOFTWARE PER TOUCH SCREEN

COMANDA TRAMITE PALMARI

GESTIONE MAGAZZINO

INTERFACCIAMENTO STAMPANTI FISCALI

Pub, Bar, Pizzerie

Software per Pub, Bar, Pizzerie

Software per Pub, Bar, Pizzerie

SOFTWARE PER TOUCH SCREEN

COMANDA TRAMITE PALMARI

GESTIONE MAGAZZINO

INTERFACCIAMENTO STAMPANTI FISCALI

Le Software House con cui collaboro offrono soluzioni professionali per differenti attività: Hotel, Catene Alberghiere, B&B, Affittacamere, Negozi, Ristoranti, Pub, Pizzerie.

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FORMAZIONE E SKILLS

Marketing per PMI

Marketing Strategico, Brand Management e Marketing Operativo
Formazione

✔ Laurea Magistrale in “Organizzazione e Marketing per la comunicazione d’impresa” presso la Sapienza di Roma
✔ MBA “The Power MBA” Business School di Madrid
✔ Master non universitario in “Gestione d’impresa” presso Associazione Esplorare di Roma

Skills

✔ Realizzazione del Piano di Marketing
✔ Creazione di SIM e indicatori di Performance (creati principalmente in Excel)
✔ Strategie di sviluppo del Brand

Sviluppo Web e Grafica
Formazione

Formazione Full-Stack Developer di base. Seguiti vari corsi soprattutto sulla piattaforma Udemy, tra cui:

✔ Certificazione CCA Level 1 - Cambridge Certification Authority (HTML, CSS, PHP, JavaScript, Python, MySQL)
✔ Corso per sviluppatori web 3.0 di Hidran Arias (html5, CSS3, JavaScript, JQuery, Ajax, PHP, Mysql, Python)
✔ Corso PHP e MySQL di Hidran Arias
✔ Corso PHP e MySQL di Simona Tocci
✔ Corso GIMP 2.10 di Michael Davis
✔ Corso GIMP 2.10 di Chris Parker
✔ Autodidatta nell’utilizzo di Microsoft Visio per la creazione di diagrammi e Infografiche
✔ Autodidatta per la creazione di Slide e Video Aziendali con PowerPoint
✔ Autodidatta per manipolazione dell’audio con Audacity
✔ Principali ambienti e server di sviluppo utilizzati: Visual Studio Code, Brackets, Wampserver

Skills e Servizi

✔ Creazione di Siti Vetrina in CODICE: html, CSS, JavaScript, PHP
✔ Creazione di Siti Vetrina con Wordpress
✔ Creazione di E-commerce con Prestashop
✔ Creazione di Landing Page in CODICE
✔ Creazione di Landing Page con Wordpress
✔ Altri CMS conosciuti (ho gestito siti): Joomla, Epages
✔ Fornitura Servizio Hosting (Spazio Web e Email)
✔ Gestione e Ottimizzazione Server Apache su Linux
✔ Gestione e Ottimizzazione Server VPS
✔ Creazione Applicazioni su misura (Gestionali, CRM, SIM) per la Gestione Aziendale

SEO e SEA
Formazione

Seguiti vari corsi tra cui:
✔ Corso Posizionamento sui Motori di Ricerca di Marco Ronco

Skills e Servizi

✔ Ottimizzazione Siti e Landing Page
✔ Campagne Google Ads e Campagne Meta (Studio di Marketing e settaggio campagne per precisi obiettivi, Grafica, Monitoraggio e Analisi dei dati)
✔ Strategie di Funnel Marketing (sviluppo a partire da una parola chiave di Landing Page, Contenuti per Social e per Email Marketing)
✔ SEO e SEA specifica per E-commerce (Implementazione dati strutturati per le Schede Prodotto, Gestione del Feed per Google Merchant Center e Gestione Campagne)
✔ Principali strumenti e piattaforme utilizzate per SEO, SEA e Sponsorizzazioni Social: Google Search Console, Google Analytics, Google Tag Manager, Google Developer Program, Google AdWords, Google Merchant Center, Google My Business, Bing Webmaster Tool, Bing Places for Business, Strumento di test per il Markup di Google, Lighthouse, Google Web Designer, Schema.org, W3C (World Wide Web Consortium), W3Schools, GithHub, Stack Overflow, Screaming Frog, Moz, Meta Business Suite, AI (principalmente Claude e GitHub Copilot).

Revenue per Hotel

Revenue per Hotel
Formazione

Formazione acquisita principalmente sul campo, 10 anni da Receptionist e 6 anni da Direttore di Hotel, integrata da competenze di marketing e gestione d’impresa.

Skills e Servizi

✔ Gestione dei canali di vendita (Ota, GDS e canali Diretti)
✔ Pricing Dinamico gestito con Software SvizRevenue
✔ Pricing Dinamico gestito con Forecast creato in Excel
✔ Ottimizzazione delle Spese con Foglio Spese creato in Excel
✔ Organizzazione aziendale e standardizzazione del lavoro
✔ Gestione di strumenti e tecniche di Disintermediazione
✔ Creazione Siti e Landing Page per Hotel e B&B
✔ Fornitura di Software PMS, Channel Manager e Booking Engine
✔ Fornitura Servizio Hosting (Spazio Web e Email)
✔ Creazione Applicazioni su misura (Gestionali, CRM, SIM) per la Gestione Aziendale